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I chakra coinvolti quando si parla di gelosia

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Se non avete letto l’articolo dedicato alla gelosia e a come prevenirla non vi preoccupate…Questo articolo mette in luce le caratteristiche dei chakra coinvolti…

Premessa: Non c’è chakra senza aura

Partiamo dal principio…Un corpo energeticamente in equilibrio, presenta un campo aureo perfetto costituito da sette livelli di energia volgarmente chiamati aura, l’aura è costituita dai chakra che per l’appunto sono sette. Il 1° chakra corrisponde al corpo eterico, il 2° coincide col corpo emotivo, il 3° è legato al corpo mentale, il 4° combacia al corpo astrale, il 5° si lega al corpo eterico matrice, il 6° si lega al corpo celestiale, il 7° corrisponde al corpo causale

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Che cosa è l’aura quindi ?  Cosa significa Chakra e a cosa servono?

Secondo la cultura induista ciascun individuo è dotato di campo energetico, i punti di contatto tra il piano fisico e il campo energetico sono chiamati chakra, il cui significato è “ruota” “vortice”. I chakra somigliano a dei  mulinelli in grado di gestire il fluido vitale proveniente dal campo energetico universale trasmettendolo ai vari livelli dell’aura e al corpo fisico. I Chakra sono una sorta di deposito, dei trasmettitori dell’energia universale, ognuno di essi rappresenta frequenze diverse dell’energia universale e interagiscono con l’energia dei campi elettromagnetici trasformandola in energia che alimenta la nostra vita. I chakra sono condotti attraverso i quali fluisce l’energia universale.

Secondo questo principio l’energia non è una caratteristica esclusiva della materia anzi…L’energia precede la materia e la crea…Ciò mette in evidenza che la gelosia che si traduce in azioni fisiche precise è generata a monte da energia “pesante”. Chi soffre di gelosia cosi come di un qualsiasi altro problema ha “contratto” la “malattia” o il “disturbo” a livello energetico…Dunque risolvere il problema alla base significa lavorare a monte su emozioni, sensazioni e comportamenti generati prima a livello mentale e poi fisico.

Se è vero che l’energia viene costantemente trasformata in materia è anche vero il contrario, ovvero la materia a sua volta si converte in energia…I chakra determinano l’uso che fate dell’energia

2chakra

Di tutti e sette i chakra maggiori sicuramente i chakra maggiormente coinvolti quando si parla di gelosia sono: il 2 chakra SVADHISTHANA che in sanscrito significa “dolcezza o dimora”, il 3 chakra MANIPURA che significa “luogo delle gemme” e il 4chakra, ANAHATA che vuol dire “non colpito”.

 Il 2chakra: Il suo motto è “ Io sento! “SVADHISTHANA

E’ generalmente associato alla ricerca del   piacere, è il chakra che ci permette di percepire le emozioni e di assorbire ciò che abbiamo intorno a noi…Paure, entusiasmo, gioia, tristezza, ci permette di esprimere le emozioni, la nostra creatività, è il responsabile della nostra raffinatezza estetica, sensualità e sessualità.

 Si trova all’altezza dei genitali e è il chakra responsabile dell’attrazione fisica tra due persone e di tutti i disturbi collegati alla sessualità, compresa la promiscuità sessuale. Quando il secondo chakra è ben equilibrato col primo chakra, accanto alla pura sopravvivenza, tipica del primo chakra, ci si gode anche l’esperienza!

Con un secondo chakra ben equilibrato ci si sente attraenti e si attirano a se facilmente le cose che si desiderano, ci si abbandona al mondo delle sensazioni.

3chakra

Il 3   chakra : Il suo motto è “ Io Voglio” MANIPURA

Questo chakra gestisce la logica, l’autostima, l’individualità, il rapporto con la dimensione sociale, è collegato alla gioia di vivere,  è tra tutti il chakra che fonde piano emotivo ed istintivo e che trasforma il cibo in energia. E’ il chakra dell’ego e della disciplina oltre che della volontà. E’ il cosidetto cervello addominale, ed è collegato al sistema immunitario, al sistema nervoso autonomo e controlla la termoregolazione dell’organismo. Determina il desiderio di imporre la propria volontà, riguarda l’affermazione della personalità.  Se questo chakra funziona bene   riusciamo a raggiungere le cose che ci interessano sviluppando un senso di appartenenza all’ universo e interpretiamo gli altri non come ostacoli o” nemici” ma come sostegni per raggiungere i nostri scopi.

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Il 4 Chakra è ANAHATA, il suo motto è : “IO amo” significa “suono che viene prodotto senza che due oggetti si colpiscano”; ma possiede anche il significato di “non colpito, non ferito, fresco, pulito”. Quando il chakra è libero dal dolore delle vecchie ferite del passato, la sua apertura è innocente, fresca, radiosa.

Il chakra del CUORE è il centro dell’Amore e dell’EquilibrioL’elemento di questo chakra è l’ARIA, il meno denso degli elementi fisici. L’ARIA rappresenta la libertà, l’apertura e la freschezza , come quando si arieggia una stanza. Quando ci innamoriamo, ci sembra di camminare per aria. L’ARIA implica spazio, che si raggiunge lasciando andare. Se ci teniamo aggrappati troppo saldamente a ciò che amiamo, soffochiamo l’oggetto del nostro amore, il che equivale a privarlo d’aria. Quando vogliamo “spazio per respirare”, diciamo di aver bisogno d’aria.

L’ARIA rappresenta anche il Respiro, il processo vitale attraverso il quale le nostre cellule e l’intero organismo sopravvivono. I polmoni mentre si riempiono e si svuotano di aria, sono un po’ i rami e i viticci del chakra del CUORE. Quando lavoriamo con l’Aria, mentre interagiamo con essa attraverso il respiro, abbiamo accesso agli aspetti fisici e spirituali del chakra del CUORE. Questa pratica è detta “Pranayama”, dal termine indù “prana” = Respiro. Il Pranayama è la pratica yoga della respirazione; aprire il cuore, rilassare i muscoli del torace e ascoltare il battito del cuore ci aiuta a entrare nello spazio sacro del chakra del CUORE.

L’AMORE è il principio di base associato al chakra del CUORE. Amore che è nettamente diverso dall’amore più sessuale e appassionato del secondo chakra. L’amore sessuale è orientato verso un oggetto, nel quarto chakra, l’amore non è più legato ad uno stimolo esteriore, ma viene vissuto all’interno come uno stato dell’essere. In questo modo, esso si irradia all’esterno, portando amore e compassione. E’ una connessione empatica più che un’estensione del nostro desiderio.

L’incantesimo dell’amore apre la via ad una coscienza più ampia. L’amore scioglie le nostre rigide attitudini e trasforma la nostra struttura interiore. Quando ci innamoriamo vediamo le cose come se fossero nuove, allo stesso tempo quell’amore allarga il nostro orizzonte e ci porta anche ad un rapporto più profondo con noi stessi.

Ogni chakra ha un principio di base che regola il suo schema energetico, il principio di base del chakra del CUORE è l’EQUILIBRIO. Ciò che ha equilibrio è longevo, un rapporto equilibrato dura.

Poiché il chakra del CUORE è il punto centrale di un sistema di sette centri, a questo livello di integrazione l’equilibrio è parte essenziale. Questo significa tanto l’equilibrio interno tra i vari aspetti di noi stessi (mente e corpo, persona e ombra, maschile e femminile), quanto l’equilibrio tra noi stessi e il mondo che ci circonda ( lavoro e gioco, dare e ricevere, socializzare e stare da soli). Senza un senso generale di equilibrio una relazione si spezza, è grazie all’armonia che l’amore trova sostegno.

Se conosciamo il sé all’interno di noi possiamo onorare il sé che vive in un altro. E’ quindi necessario amare abbastanza il nostro sé così da poterlo apertamente offrire a qualcun altro.

Il blocco più diffuso nel chakra del CUORE è l’assenza di amore per sé. Come possiamo entrare in intimità con gli altri se siamo lontani dal nostro sé? Come possiamo mantenere l’equilibrio tra noi stessi e gli altri se ci manca l’equilbrio interno? Come possiamo trattare un altro con rispetto se abusiamo di noi stessi?

Nel 4° chakra entriamo in una consapevolezza “autoriflessiva”, qui al centro del cuore, siamo meno reattivi e più contemplativi. Contemplare è semplicemente essere testimoni. Sperimentiamo gli eventi in termini di relazioni, capiamo come una cosa si lega ad un’altra.

Entrare nel cuore significa entrare in relazione con noi stessi e attraverso un ascolto attento portare equilibrio tra la nostra mente e il nostro corpo. E’ solo l’equilibrio dentro di noi che può darci l’opportunità di mantenere un certo equilibrio nelle nostre relazioni con gli altri.

Mentre nel terzo chakra si lavorava sui principi del “trattenere” e “lasciare andare”, nel quarto chakra si lavora con il “protendersi” e “accogliere”.

Nel “protendersi” e “accogliere” sono implicate le braccia, che si muovono verso l’esterno. E’ attraverso le braccia che ci protendiamo e tocchiamo, e attraverso le braccia attiriamo a noi quello che ci è necessario, sia fisicamente che emotivamente. Se la paura e il dolore bloccano una o entrambe queste risposte, alla fine, possono bloccare il chakra del CUORE.

E’ infatti il DOLORE il demone del quarto chakra ; quando il nostro cuore è pesante di dolore si apre con difficoltà, persino respirare è difficile. Quando neghiamo il dolore, diventiamo sordi ai nostri sentimenti e alla nostra vitalità. Diventiamo duri, freddi, distanti. Tuttavia, quando riconosciamo ed esprimiamo il dolore, troviamo una chiave per aprire il cuore. Si spargono lacrime e il cuore si alleggerisce, il respiro si fa più profondo ed emerge una sensazione di spazialità facendo rinascere la speranza.

Se l’energia del chakra del CUORE è in difetto, si può sentire un senso di pressione all’altezza dello sterno, e può essere difficile respirare profondamente. Un chakra del Cuore carente risponde alle ferite d’amore ritirandosi. Essendo stato ferito in precedenza il cuore diventa un sistema chiuso e l’amore diventa condizionato. Poiché si sente svuotato fin dall’inizio, un cuore scarico vuole che siano gli altri a fare la prima mossa. Un quarto chakra mancante in genere aspetta un cavaliere dall’armatura lucente o una fata madrina che vengano a salvarlo. Lui o lei desiderano che qualcuno veda quanto soffrono e che gli risolvano il problema. Vogliono che gli venga riversata dell’energia nel sistema senza correre alcun rischio personale, poiché nel passato i rischi si sono rilevati dolorosi. Una carenza nel chakra del CUORE è una difesa contro la mancanza d’amore.

A chi soffre di una carenza manca la compassione, tendono ad essere critiche e a giudicare, ferendo le persone che amano, chiudendo i canali di ricezione ed espressione. Le sofferenze passate possono provocare amarezza e cinismo; giudicare è un modo di giustificare la distanza dagli altri e difendersi dall’intimità e dal rischio di venire nuovamente feriti. Se gli altri non sono abbastanza buoni, invece di sentirci rifiutati ci sentiremo legittimati: “noi siamo migliori degli altri, che non sono degni del nostro amore”. Ma questa in realtà è una proiezione del nostro senso di vuoto e di indegnità.

Se il chakra del CUORE è eccessivo c’è la tendenza a dar via tutto concentrandosi talmente sugli altri da ignorare totalmente se stessi. Allontanandoci dai nostri bisogni e sintonizzandoci esageratamente sui bisogni degli altri speriamo di guadagnarci, in cambio,  il diritto di essere amati. Un eccesso si verifica quando cerchiamo di ipercompensare le nostre ferite. L’amore eccessivo è disperato, perché ha bisogno di costante rassicurazione e non concede all’altro la libertà di essere quello che è. E’ un amore usato come fosse una droga, che serve a farci toccare il cielo con un dito e a liberarci dalle nostre responsabilità e dalle nostre sofferenze non risolte. Un quarto chakra in eccesso può essere esigente e possessivo, l’amore diventa un’ossessione in cui l’essere amato è più un estensione di noi stessi che un essere separato e la gelosia una proiezione dell’insicurezza prodotta da un cuore affamato. I confini spesso sono fragili e c’è poca discriminazione ossia non si è in grado di distinguere quando una relazione diventa offensiva continuando a vivere un legame di fantasia in cui tutto è perfetto.

fonte: https://counselingearte.wordpress.com/2012/03/17/4-chakra-anahata-amore-equilibrio-relazione-aria/

 

 

 

Fonti : Chakra. Le sette porte dell’energia. Giunti Demetra  Fabio Nocentini

Conosci i tuoi chakra. Gruppo Macro Le vie del Dharma. David Pound

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La teoria triangolare dell’amore: Robert Sternberg

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Bentrovati a questo nuovo articolo di Passioni Virtuali e Reali!

Oggi voglio parlarvi delle teorie sull’amore secondo il punto di vista di Robert Sternberg.

Quali sono, secondo voi gli elementi che compongono “l’amore”?

Intimità, Passione, Decisione-Impegno…Vi sembrano o suonano familiari?

Secondo Sternberg questi elementi sono essenziali affinché l’amore possa manifestarsi in modo sano nella vita di ciascuno di noi.

  • L’Intimità da sola porta ad una certa simpatia
  • L’intimità accanto alla passione porta ad un amore romantico
  • L’intimità accanto all’impegno è amore amicizia
  • La passione accanto all’impegno conduce ad un amore fatuo
  • Lì dove esiste solo passione si può parlare di infatuazione

Si può parlare di amore vissuto quando intimità, passione e impegno coesistono…

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=BEKoTzpQY1A&w=560&h=315]

Siete d’accordo?

Cosa intende però Sternberg per Intimità?

Si riferisce a quei sentimenti di confidenza, affinità, condivisione e comune sentire responsabili di tutte quelle esperienze legate all’unicità e al calore. L’intimità è fondamentale per prendersi cura l’uno dell’altro nella coppia, ad aprirsi all’altro in modo autentico e sincero, svelando i propri sentimenti. Questo porta inevitabilmente a considerare il rapporto con l’altro speciale e di grande valore nella sua vita.

Cosa intende Sternberg per Passione?

Sternberg definisce passione gli aspetti più impulsivi che caratterizzano una storia d’amore come l’attrazione fisica, il desiderio sessuale, il desiderio di appartenenza e di dominio oltre che di sottomissione.

E ora veniamo alla definizione più delicata, quella che più rappresenta il cosidetto “tasto dolente” di  molte storie…La decisione – Impegno!

Questa componente è distinta in due aspetti:

La decisione, è un aspetto a breve termine ed è il primo passo che consiste nel decidere di amare qualcuno.

L’impegno, aspetto a lungo termine, che consiste nel voler mantenere la relazione nel tempo.

Si tratta di due aspetti disgiunti!

 

 

Occorre però partire da principio, partendo dalle emozioni.

Che cosa sono le emozioni?

” processo che comporta cambiamenti ampi e interconnessi tra loro in vari sottoinsiemi dell’organismo, che si verificano in risposta ad un evento scatenante, che ha un significato fondamentale per l’individuo in termini di sopravvivenza biologica o psicologica “

 

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Il potere della musica

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Cari amici, oggi voglio dedicare questo articolo al potere della musica! Infatti ogni appassionato sa quanto la musica possa essere curativa.

Chi meglio di un musicista sa che la buona musica trasforma un giorno ordinario in qualcosa di magico, fornisce conforto, rilassamento, sensazione forti e molto altro ancora?

Non è un caso che si parli musicoterapia alle volte… Ciò che è davvero entusiasmante è che gli effetti della musica partono dal nostro codice genetico, attraversano i nostri pensieri, le nostre emozioni e i nostri corpi, fino ad arrivare al modo in cui ci rapportiamo con gli altri.

La musica ci permette di ottenere tutta una serie di benefici tra cui:

1. Un miglioramento del QI verbale e delle abilità visive

Imparare a suonare il piano non migliorerà solo le vostre abilità musicali ma anche le vostre capacità visive e verbali.

Uno studio condotto su campione di bambini tra gli 8 e gli 11 anni ha mostrato che chi aveva frequentato corsi di musica aveva sviluppato un Quoziente d’Intelligenza (QI) verbale e abilità visive superiori rispetto a chi non aveva una formazione musicale (Forgeard et al., 2008).

Questo dimostra che i vantaggi di imparare a suonare uno strumento non si limitano all’ambito musicale ma si estendono alle aree della cognizione e della percezione visiva.

2. Sentire i brividi

Avete mai sentito i brividi lungo la schiena durante l’ascolto di una canzone? Secondo lo studio di Nusbaum e Silvia (2010), oltre il 90% delle persone li sente.

L’intensità di questa esperienza, però, dipende dalla personalità individuale. Le persone che hanno alti punteggi nella dimensione della personalità “apertura all’esperienza” sono propensi a sentire il maggior numero di brividi durante l’ascolto di musica. Nello studio, le persone aperte all’esperienza erano anche più propense a suonare uno strumento musicale e a ritenere la musica come una componente importante della loro vita.

 

3. L’ascolto attivo può migliorare l’umore

Un recente studio contraddice una vecchia concezione secondo cui sforzarsi attivamente di essere felici sarebbe inefficace. Nella ricerca di Ferguson e Sheldon (2013), i partecipanti che ascoltavano una composizione classica allegra di Aaron Copland sforzandosi attivamente di essere più felici sentivano il loro umore migliorare a differenza di coloro che la ascoltavano passivamente.

Ciò suggerisce che impegnarsi attivamente nell’ascolto della musica può amplificare il potere dell’esperienza emotiva vissuta.

 

4. Cantare insieme unisce

Dal momento che la musica è spesso un’attività sociale, cantare o suonare insieme può aiutare le persone ad avvicinarsi. Uno studio condotto su un campione di quasi mille studenti finlandesi ha rilevato che coloro che avevano partecipato a corsi di musica provavano una maggiore soddisfazione nei confronti della scuola e in quasi tutte le aree scolastiche, anche quelle che non erano strettamente legate alla musica (Eerola & Eerola, 2013).

Il ricercatore Päivi-Sisko Eerola ha così commentato i risultati: “Cantare in coro o fare performance di gruppo sono attività frequenti nelle classi di musica. Altri studi hanno dimostrato che le persone trovano molto gratificante “sincronizzarsi” tra loro. Ciò aumenta il senso di appartenenza al gruppo e può anche rendere le persone più vicine le une alle altre”.

 

5. Effetti della musica su patologie cardiache

La musica può aiutare le persone ad affrontare lo stress e l’ansia associate con i trattamenti per le malattie coronariche. Una review di 23 studi che hanno coinvolto quasi 1500 pazienti ha mostrato che l’ascolto di musica riduceva la frequenza cardiaca, la pressione sanguigna e l’ansia nei pazienti con malattie cardiache (Bradt & Dileo, 2009).

 

6. Perché ascoltare musica triste ci fa sentire meglio?

Uno dei motivi più rilevanti per il quale le persone amano la musica è che funge da “regolatore emotivo”. Tutti gli appassionati di musica sanno bene come essa possa avere un effetto catartico. Tuttavia può sembrare strano che ascoltare una melodia triste, nelle giuste circostanze, possa migliorare lo stato d’animo. Perché avviene questo fenomeno? Secondo uno studio condotto da Kawakami et al. (2013) la musica triste sarebbe gradita perchè creerebbe un interessante mix di emozioni, alcune negative e altre positive. Fondamentalmente, percepiremmo le emozioni negative nella musica ma senza esperirle in modo intenso.

 

7. Vedere volti felici

Sono sufficienti 15 secondi di ascolto di un pezzo musicale per cambiare il nostro modo di giudicare le emozioni sui volti delle altre persone.

Uno studio condotto da Logeswaran et al. (2009) ha rilevato che far ascoltare musica allegra conduceva i partecipanti della ricerca a percepire i volti altrui più felici. Allo stesso modo, ascoltare pezzi tristi portava a percepire i volti più tristi. L’effetto maggiore è stato riscontrato quando le persone osservavano visi con un’espressione neutra.

In altre parole: le persone proiettano la connotazione emotiva della musica che stanno ascoltando sui volti delle altre persone.

8. Il colore della musica

La musica può evocare nelle menti dell’ascoltatore specifici colori. A prescindere dall’appartenenza culturale, le persone tendono ad associare particolari tipi di musica a determinati colori.

Ad esempio, in uno studio di Palmer et al. (2013) le persone provenienti da Messico e USA mostravano notevoli somiglianze nel collegare colori scuri con brani tristi e colori più vivaci con brani più felici. In uno studio di follow-up è emerso che queste associazioni tra musica e colori rifletterebbero il contenuto emotivo della melodia.

 

9. Musica e capacità visive

Nel 60% delle persone che hanno un ictus, le aree visive del cervello risultano danneggiate. Ciò può condurre al cosiddetto “neglect visivo”: il paziente perde la consapevolezza degli oggetti che si trovano sul lato opposto del campo visivo rispetto al danno cerebrale.

Alcuni studi hanno rilevato che, quando questi pazienti ascoltavano la loro musica preferita, alcune funzioni dell’attenzione visiva risultavano ripristinate (Tsai et al., 2013). La musica può quindi essere uno strumento importante nella riabilitazione di pazienti colpiti da ictus.

 

10. I bambini sono nati per ballare

I neonati di appena cinque mesi rispondono ritmicamente alla musica e sembrano trovarla più interessante del linguaggio.

Uno studio condotto da Zentner e Eerola (2010) ha mostrato che i bambini ballavano spontaneamente tutti i tipi di musica e che coloro che andavano più a tempo sorridevano anche di più. Forse la propensione alla musica è davvero nei nostri geni!

 

 

Bene, detto questo e conosciuti i benefici della musica, vi informo che sono nati i primi corsi di musica alternativa, anche qui in Italia…Se volete approfondire o iscrivervi ai corsi collegatevi qui: Paola https://www.facebook.com/events/406465133458095/

 

 

fonte: psicologia milanote/

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Decidere di essere una forza d’amore positiva

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