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Ilaria Palomba e “Disturbi di luminosità”

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disturbi di personalitàCiao Ilaria,

Bentrovata su Passioni Virtuali & Reali, parlaci un pò di te e del tuo ultimo libro “Disturbi di luminosità”.

Ilaria: “Il nome iniziale del libro doveva  essere”Incoscienza”ma successivamente qualcosa è cambiato, infatti  ho scelto “Disturbi di luminosità” … Non so come sia stato possibile ma ho voluto dare una visione “del problema” che fosse positiva, perchè in fondo, nella vita nulla è così come sembra e quando meno te lo aspetti da quella che era la ferita, trai dei benefici, fin quando non si trasforma in “una feritoia”, dalla sofferenza alla soluzione.”

Il tuo modo di vedere le cose è molto zen, hai un approccio quasi buddista, o mi sbaglio?

Ilaria: ” No, non sbagli, ho sempre amato l’Oriente e le sue filosofie, sai ho voluto dare risalto al concetto della luce, intesa come vita perchè l’esperienza in Nepal mi ha cambiato…”

Raccontaci pure…

Ilaria: “Sono stata in Nepal tempo fa e da quella esperienza molto forte, ho imparato come in Occidente l’Io sovrasti tutto…Questo è un concetto che ho ritrovato in parte anche nel libro il “Tao della fisica” di F.Capra 1975  dove si parla della materia e della sua trasmutazione… Il viaggio in Nepal mi ha permesso di scoprire il buddismo (quello del DalaiLama), la meditazione, e di capire che i disagi possono essere curati …

Il disagio psichico dell’Io, proprio come fuoco è spento dall’acqua, può essere curato…”

 

ilaria palomba (2)

In che modo il tuo libro si può definire originale rispetto agli altri ?

Ilaria: ” Mi rifaccio al flusso di coscienza di Joyce, che ha caratterizzato il 900…Ma non mi permetterei mai di imitare un grande come lui. La mia particolarità è che il mio libro può definirsi in un certo senso un :”anti-Romanzo”. Il libro non si può inserire in nessun gnere fin’ora conosciuto, è una sorta di “autofiction”. Non si tratta nè di un diario, nè di un racconto tradizionale, ma piuttosto può essere interpretato come una sorta di viaggio fuori di me, in cui si fondono narrazione, poesia e filosofia.

Interessante…I personaggi quindi sono anti convenzionali anche loro?

Ilaria: ” Posso affermare che si tratta di un anti-romanzo autobiografico che rompe le barriere dei generi e dove “i personaggi” non sono reali ma archetipi: l’uomo che salva, quindi il salvatore, il narcisista, “lei” che è l’alterego negtivo della protagonista, l’oracolo o archetipo del saggio…. Per riassumere…Più persone in un solo personaggio, il viaggio di una coscienza che viaggia dentro e fuori di sè, perchè in fondo i personaggi sono “solo”ombre.

 

Il tuo stile di vita? 

Ilaria: “Vado in palestra, faccio sport e attività fisica perchè sappiamo tutti che la sedentarietà non fa bene, viva la ginnastica!”

 

Di cosa ti occupi nella vita? Scrittrice eh…?

Ilaria: ” Mi occupo di un  Blog dissipa.blogspot.com dove parlo di letteratura, arte, disagio. Con me ci sono “una équipe” di poeti, artisti, filosofi, attori, qui si raccontano storie di vita vera per sensibilizzare le persone nei confronti della diversità. La crisi della presenza…. mi occupo di letteratura e diversità, sono  scrittrice, questo è il mio 4 romanzo ma sono anche insegnante di scrittura creativa”

 

Hai un motto?

Ilaria: “I libri andrebbero scritti unicamente per dire cose che non si oserebbe confidare a nessuno” Emil Cioran

Artisti a cui ti ispiri?

Ilaria: “F.Nietzsche, E. Cioran, A.Rosselli, S. Kane, A.Pizarnik, D.Dostoevskij “

Contatti

facebook ilariapalombalibri

ilariapalomba.wordpress.com 

dissipa.blogspot.com

 

 

 

 

 

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Fabia Tonazzi

INTERVISTA A CIRO DELUCA

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Chi sei in tre pregi e tre difetti

Sono una persona qualunque, estremamente sincera e altruista.

Non sopporto l’arroganza e l’ipocrisia oltre alla maleducazione

 

Che fai nella vita e da quanto tempo scrivi

Faccio manutenzione meccanica a tram e metrò, lavoro a Milano in ATM, diagnosi motori. Scrivo da che ho memoria, da sempre. Ho scritto la mia prima storia a sedici anni.

 

Come è nata la tua passione per la scrittura e secondo te a che tipo di pubblico si rivolge? Che tipo di messaggio vuol lanciare la tua opera?

La mia passione è nata fin da ragazzo, la lettura e la scrittura mi hanno salvato in un momento particolare della mia vita. Scrivendo principalmente thriller mi rivolgo ad un pubblico adulto ma andrei piano a parlare di messaggi. Scrivo perché farlo mi fa stare bene è come un piccolo sfogo ma le mie storie sono solo dei piccoli viaggi che spesso aiutano ad affrontare meglio un quotidiano che spesso è stancante. Mi accontento di sapere che sono riuscito a distrarre il lettore per qualche ora trascinandolo nel mio mondo, questo mi rende felice.

 

C’ è un passo del tuo ultimo libro che secondo te, ne riassume un po’ il senso?

Più che un passo direi che il filo conduttore di tutte le mie storie sia il dolore del ricordo. Quello che poi mi ha spinto a scrivere in un momento particolare della mia vita. Credo che non esista dolore più forte del ricordo.

 



Il tuo motto il tuo stile di vita?

Crederci sempre.


 

Cosa diresti a chi si avvicina pe la prima volta a questo mondo? Ci sono “controindicazioni?”

Nessuna controindicazione, la lettura ti fa evadere e viaggiare con la fantasia, la scrittura invece è un’ottima valvola di sfogo. Io ho sempre scritto perché farlo mi fa stare bene (cito Bukowski) e lo farei anche se mi tagliassero le mani perché se non scrivo per una settimana mi ammalo, non cammino più, mi gira la testa, sicché non ho mai scritto per soldi, ma per questo stimolo imbecille…

 

 

Prossimi eventi

Ho appena firmato il mio primo contratto con una casa editrice, nei prossimi mesi uscirà un mio romanzo dal titolo “Un Destino Diverso”. Inoltre, continuo a scrivere storie su wattpad sperando di riuscire a far viaggiare chi legge.

 



 

Contatti

Wattpad: Dan Ruben

Pagina Facebook: Dan Ruben

Pagina ig: dan_ruben_official

E su Amazon potete trovare tre miei romanzi: “L’uomo nello specchio” “Bloodline” e “Reborn”

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Fabia Tonazzi

Giusy Viro su passionivere.it autrice di”Nei miei occhi il tuo cuore”

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Passioni vere.it nasce con il fine di promuovere il lavoro di chi ha raggiunto le sue soddisfazioni, piccole o grandi che siano mettendoci determinazione, impegno e soprattutto passione.

 “TU” in tre pregi e tre difetti, hobbys e di cosa ti occupi.

Allora cominciamo con i difetti; permalosa, istintiva, puntigliosa.
I miei pregi; disponibile, leale,sincera.Sono una studentessa di lettere moderne, sono una blogger oltre che autrice. Assieme allo staff , mi occupo di segnalazioni, recensioni e tutto quello che può essere inerente al mondo dei libri. Adoro la lettura in particolare i classici e i romanzi rosa, non disdegno mai un buon saggio. Amo la musica e il teatro in tutte le sue forme; dal balletto alla commedia.

Il tuo rapporto con il tuo lavoro, ti piace quello che fai? Per te è una passione vera o ti sei adattato al contesto in cui vivi?

Adoro il mio lavoro che è anche una grande passione e mi da grandissime soddisfazioni.

Ho impiegato molto tempo a capire “ cosa volessi fare da grande “, ma adesso sono pienamente soddisfatta ; editare i lavori dei colleghi , oltre che essere il mio lavoro è un onore immenso che mi permette di leggere in anteprima storia veramente meritevoli e di indiscusso pregio.

 

Quali ostacoli, se ci sono stati, hai sperimentato durante il percorso e come li hai superati? Cosa diresti a chi comincia un percorso come il tuo. Quanto è stata importante per te la passione che hai messo in quello che stavi realizzando.

Ne ho affrontati parecchi; in primis,quando ancora Amazon era agli antipodi, ho faticato parecchio a trovare una casa editrice che credesse in me. Avevo ventidue anni ed ero una neofita nel mondo dell’editoria.
A chi comincia un percorso come il mio , posso dire solo di non arrendersi e se possibile studiare. Lo studio della lingua italiana e l’analisi dei testi aiuta moltissimo. La passione è il motore pulsante di ciò che faccio; metto sempre tutta me stessa.

 

Il tuo rapporto con la vita, il tuo motto, le tue credenze.

Avendo affrontato diverse situazioni complicate e molto dolorose , ho imparato ad amare la vita ancora di più; la considero un dono, un privilegio unico da curare e da apprezzare.
Sono molto credente e praticante e senza la mia fede oggi non sarei quia parlare e a vivere ogni cosa con una nuova consapevolezza.

 

Il tuo idolo, c’è qualcuno a cui ti ispiri per realizzare la tua vita?

Il mio idolo ? Più che idoli sono persone che ammiro, e ne ho quattro; Manzoni, Rita levi Montalcini, Madre Teresa di Calcutta e Antonino Zichichi.Tutti loro hanno avuto un ruolo fondamentale nella mia formazione umana e professionale.

 

 Il libro, l’opera d’arte, o la trasmissione televisiva/ radiofonica (ecc…) più famosa che avresti voluto realizzare tu

Volo bassa, non mi permetterei mai di pensare di avere simili livelli artistici.
Mi accontento dei miei romanzi.

 

La tua citazione famosa preferita

Una di Dante mi ha insegnato a non dare più fiducia o credito a chi non merita: “ Non ti curar di loro ma guarda e passa “.

 

  Il tuo ultimo “successo”lavorativo, affettivo, quanto è il frutto della tua spontaneità ed esperienza e quanto invece è il risultato di fattori esterni

Il mio ultimo successo lavorativo? Direi che sono più di uno: 
• Il blog letterario che gestisco con cinque amiche e il mio ultimo romanzo “ Nei miei occhi nel tuo cuore” che contrariamente alle mie aspettative , sta avendo un ottimo riscontro di pubblico e vendite.

 

Prossimi eventi

Il 17 maggio uscirà il primo volume della mia dilogia MM, e in autunno uscirà il sequel di Nei miei occhi.

 

Contatti

Il gruppo legato al blog

https://www.facebook.com/groups/teamangelgroup/

il forum

https://teamagegroup.forumfree.it/

 

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A tu per tu con Manuel Omar Tri’scari

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Chi sei in tre pregi e tre difetti

pregi: riflessivo, egocentrico, generoso di ammirazione.

difetti: troppo riflessivo, troppo egocentrico, troppo (ma sinceramente) generoso di ammirazione.

 

Che fai nella vita e da quanto tempo scrivi

Nella vita ho fatto di tutto. letteralmente. sono stato manovale, muratore, camallo, mozzo, spacciatore, ladro di oggetti smarriti, “jettacqua”, istruttore sportivo, autista, aiuto-cuoco, impiegato, redattore, addetto stampa, traduttore e interprete. intanto ho studiato, mi sono laureato, prima in lettere classiche e poi in archeologia, ho lavorato come archeologo nella Missione Archeologica Italiana di Atene, curatore museale e professore di discipline umanistiche nei licei. attualmente faccio il fannullone, dopo una travagliata vicenda giudiziaria che mi ha condotto all’esonero dall’insegnamento per via di un rapporto sessuale contratto con una studentessa minorenne. sono nato in Sicilia, a Catania, nel 1989, ma vivo in Torino, nel malfamato Borgo Dora, costellato di puttane, spacciatori, malviventi e drogati a ogni angolo. ho sull’omero destro un tatuaggio raffigurante l’emblema della lapide sepolcrale di Charles Bukowski: un pugile in posizione di difesa e, sotto, le parole don’t try, titolo di una poesia del grande autore americano, divenuta col tempo mia filosofia di vita. precedenti penali: spaccio, rissa, lesioni personali, truffa informatica, molestie sessuali, estorsione. precedenti editoriali: CARNAIO (Robin, Torino, 2019), POLITICA E PROPAGANDA NELL’ATENE PERICLEA (Aracne, Roma, 2019), IL TEMA DELLA MORTE IN LEOPARDI (Altromondo, Vicenza, 2020), DAL TESTO ALL’IMMAGINE (Ipersegno, Pineto, 2020), ODI A MUNA (Il Falò, Busto Arsizio, 2020), IL CATALOGO DELLE DONNE (Il Falò, Busto Arsizio, 2020), PELLE DI PANTERA (corpo11, Torino, 2020), CARNE DI DONNA (PaperHill, Pineto, 2020), CARNAMI (Ensemble, Roma, 2020). scrivo da circa 15 anni, ma solo l’anno scorso ho pubblicato il mio primo libro.

 

 

Come è nata la tua passione per la scrittura e secondo te a che tipo di pubblico si rivolge ? Che tipo di messaggio vuol lanciare la tua opera?

Ho sempre scritto, sin da ragazzo, ma non c’è nulla di eterno o idealistico in quello che scrivo: per me è solo intrattenimento, per ammazzare il tempo in attesa della morte, per riempire il tempo tra una scopata e l’altra. d’altronde, non lo fai perchè ti piace ma perchè non puoi farne a meno, perchè ti brucia nelle vene e devi farlo uscire, si scrive non perchè piace ma perchè è come respirare. il vero scrittore scrive così come caga o mangia. e non perchè gli piace: lo fa perchè gli fa male non farlo non perchè gli fa piacere farlo.

Quanto al tipo di pubblico, la mia opera predilige e postula lettori interessati al lato intrattenitivo dell’arte: io dubito che l’arte possa essere utile: per me è solo intrattenimento, e nemmeno dei migliori: sempre meglio una bella scopata. può essere tuttavia utile indirettamente, può essere utile solo se razzola nella merda, anche se questo non piace a nessuno e soprattutto non piace ai poeti in cravatta, non piace ai poeti laureati e in generale non piace ai poeti da passeggio né alle poetesse di compagnia; non perchè razzolando nella merda si possa trovare una perla (io nulla cerco e nulla trovo e comunque nella merda c’è solo la merda) ma perchè le opere troppo belle o buone e ottimistiche o semplicemente belle buone e ottimistiche in senso romantico non scoprono anzi nascondono una verità e occultano le cose e la verità che è appunto una verità di merda. così, si nascondono le perversioni per apparire rispettabili, e si truccano i morti per farli sembrare ancora vivi o almeno addormentati, e si ha un timore tabuistico nei confronti delle brutte parole e si provvede a sostituirle con espressioni eufemistiche e a me questo non piace mi sembra una menzogna un inganno e un imbroglio poichè la morte è morte e il cancro è cancro e per questo non mi piacciono l’ornamento fine a se stesso il bello il decoro barocco. l’arte è utile solo se mostra l’altra faccia della realtà quella che non vogliamo o che nascondiamo e per mostrarla deve essere cruda cruenta volgare violenta indecente disperata tormentata irriverente angosciosa o non è arte l’arte non è dei puri di cuoreche non conoscono che cosa sia la malvagità e la cattiveriao non hanno idea di quanto possa essere crudele l’uomo con se stesso e con i propri simili. l’arte è merda razzolare nella merda scavare nella merda esaminarla e mostrarla poi appallottolarla e tirarla in faccia al lettore per sputargli addosso la verità e per questo credo che non possa sussistere un’arte borghese e che l’arte non possa essere dei borghesi né dei perfettini o dei morigerati uomini così fortunati o disprezzati dal fato e dalla vita da non avere mai avuto l’occasione per vedere quanto assurda e insostenibile è la vita.

Dunque nessun messaggio finale. solo intrattenimento in attesa della Signora.

 

C’ è un passo del tuo ultimo libro che secondo te, ne riassume un po’ il senso?

L’epigrafe nel retro di copertina.

 

Il tuo motto il tuo stile di vita?

Beh, gli inglesi dicono “fai quello che puoi con quello che hai”. io dico “fai quello che vuoi con quello che hai”.

 

Cosa diresti a chi si avvicina per la prima volta a questo mondo? Ci sono “controindicazioni?”

Il lavoro dello scrittore è una merda: hai sempre i compiti a casa, per ogni fottutissimo giorno della tua maledetta vita, e vivi in trepidante attesa dell’ispirazione. è questo il guaio di essere uno scrittore: aspettare in trepidante attesa l’ispirazione finchè non arriva, poi scrivere finchè si ha l’ispirazione, poi stare ad aspettare nuovamente l’ispirazione, e nei periodi vuoti di attesa impazzire e prendere a bere per non impazzire e impazzire sempre di più bevendo. ecco il problema nel mestiere e nella vita dello scrittore: vivere in uno stato di perpetua e insopportabile ansia e insostenibile trepidazione e delirio mentre si scrive, impazzire quando non si riesce a scrivere, bere per non impazzire e impazzire bevendo, e più si impazzisce e più si beve, e più si beve più si impazzisce, triste ma è così. dunque fate qualsiasi altra cosa, prostituitevi, drogatevi, delinquete, rubate, rapinate, contrabbandate, trafficate in organi ed essere umani, tutto, ma non mettetevi a scrivere.

 

Prossimi eventi

Ogni pomeriggio al Portobello, ogni sera in camera da letto.

 

 

Contatti

emme.triscari@gmail.com

 

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