pierrot2Siamo a febbraio e nella nostra Italia, questo mese spesso si caratterizza per il Carnevale!

Ma in quanti sanno davvero in cosa consiste il Carnevale e perchè lo festeggiamo? 

Il Carnevale è una festa che fa parte della nostra tradizione, anche se i costumi seguono le tendenze, i cartoni animati e i film del momento, le maschere tradizionali e storiche sono quelle che non passeranno mai di moda e che, di generazione in generazione, saranno indossate da milioni di bambini.

Un costume classico del Carnevale è la maschera di Pierrot nata in Italia alla fine del ‘500 ma approdata in Francia nel ‘700 (dove il suo nome è stato leggermente modificato) grazie agli attori della Commedia dell’Arte e della Commedia Italiana. Ricordiamo Giuseppe Geratoni che per primo lo introdusse nel 1673; l’ italiano, Fabio Antonio Sticotti (1676-1741).

In seguito il personaggio fu perfezionato dal figlio Antonio-Jean Sticotti (1715?-1772) che lo esportò anche in Germania.

Gli Sticotti reinventarono e diedero nuova vita a questo personaggio adattandolo al gusto dei francesi e poi del pubblico delle corti europee.

Antoine Watteau, Pierrot, dit Gilles, 1718-19, Olio su tela, Paris, Musée du Louvre
Antoine Watteau, Pierrot, dit Gilles, 1718-19, Olio su tela, Paris, Musée du Louvre

Nella versione francese Pierrot perse le caratteristiche di astuzia e doppiezza proprie dello Zanni per diventare il mimo malinconico innamorato della luna, quello che compare con il nome di Gilles nel celebre quadro di Antoine Watteau.

Ricordiamo anche il mimo Jean-Gaspard Debureau (1796-1846), che rappresentò il Pierrot ottocentesco dal 1826 al Théâtre des Funambules.

La vita di Debureau ispirò al regista cinematografico francese Marcel Carné il personaggio di Baptiste del film Les enfants du Paradis.

foto tratta dal blog:https://dalsenoemma.wordpress.com/2015/02/09/la-maschera-di-pierrot-il-lato-romantico-del-carnevale/
foto tratta dal blog:https://dalsenoemma.wordpress.com/2015/02/09/la-maschera-di-pierrot-il-lato-romantico-del-carnevale/

La maschera  come viene rappresentata

La maschera di Pierrot per tradizione esige un viso sbiancato, un’ampia camicia bianca di seta o raso con bottoni neri e pantaloni bianchi dello stesso tessuto. A volte appare con un collo a volant e un cappello nero solitamente di forma conica o morbido, ma molto più spesso indossa solo una papalina nera.

Debureau definì infatti le caratteristiche che ne determinarono l’iconografia: un ampio abito bianco con bottoni neri e un piccolo cappello nero sul viso dipinto di bianco.

Questo è Pierrot nella cultura di massa.

Chi è davvero Pierrot? Un pò di storia

Pierrot è una maschera che non ha avuto il successo dei colleghi ma grazie al mimo francese Jean-Gaspard Debureau è tornato a nuova vita nell’Ottocento nelle vesti in cui lo conosciamo oggi.

Il nome originale era Pedrolino, poi in Francia è stato rivisitato in Pierrot.

Come abbiamo già detto, la maschera di Pierrot nasce in Italia verso la fine del Cinquecento e successivamente si diffonde a Parigi grazie ad un cast di attori conosciuto col nome di Commedia dell’arte o Commedia all’italiana. Il nome di Pierrot è un francesismo che deriva dal personaggio italiano della commedia dell’arte, uno dei primi Zanni, Pedrolino, interpretato nella celebre Compagnia dei Gelosi da Giovanni Pellesini alla fine del Cinquecento

L’evoluzione del personaggio dal punto di vista psicologico.

Pierrot è ingenuo e timido, spesso è preso in giro dalle altre maschere anche per le sue disavventure in amore, nonostante ciò conserva il suo carattere buono e la fiducia nel mondo. In origine il personaggio di Pierrot non aveva il cuore spezzato e non figurava con una lacrima sulla guancia: interpretava un personaggio astuto e doppiogiochista, che abbandonò i panni del malandrino per compiacere i gusti delle corti settecentesche francesi in cui lo spettacolo veniva presentato.

Il suo personaggio è rappresentato in narrativa, nelle opere teatrali e in tutte le arti visive come un pagliaccio triste che si strugge d’amore per Colombina, da cui non verrà mai corrisposto, perché lo lascerà per Arlecchino. Da essere rappresentato come un personaggio furbo, astuto, malandrino e doppiogiochista nel 1700 si trasforma in una maschera romantica e sognatrice.

A partire dal 1700 nasce la lacrima che figura sulla sua guancia e da questo momento in poi, la caratteristica distintiva di Pierrot diventa l’ingenuità.

E’ visto come un pazzo, è sempre il bersaglio di scherzi da parte delle altre maschere e della gente, ma non perde mai la sua fiducia nel genere umano.

Pierrot è innamorato di Colombina (che però amava Arlecchino) ma anche della luna, o in generale degli amori impossibili, quel tipo di amore struggente e romantico che caratterizza gli animi sensibili.

 Arriviamo ai nostri giorni…

La cantautrice statunitense Lady Gaga ha richiamato la maschera di Pierrot per la copertina e per il videoclip di Applause, presente in Artpop. Il cantante inglese David Bowie compare travestito da Pierrot nel videoclip della canzone Ashes To Ashes e sulla copertina dell’album Scary Monsters (and Super Creeps) dal quale è stata estratta la canzone.

Fonte:
https://www.youtube.com/watch?v=B_8l7FWXhXs
http://www.pinkblog.it/post/66337/maschera-pierrot-significato-storia

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