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crescita personale

IL VUOTO DENTRO: ULTIMO LIBRO DI GIACOMO BALZANO

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9788849710427_0_0_396_75CARI LETTORI OGGI VOGLIO PRESENTARVI L’ULTIMO LIBRO DI GIACOMO BALZANO 😉

“IL VUOTO DENTRO”.

TRAMA:

Marco vive in Puglia, ha dodici anni, un’intelligenza superiore alla media e una famiglia piena di conflitti, con un padre spesso aggressivo e una madre umorale e poco empatica. Per cercare di evadere da quell’inferno domestico, fin da piccolissimo si rifugia fra i libri, scrive e legge, diventa un grande esperto di classici latini e greci. Marco in latino addirittura ci parla, a volte, e in latino scrive orazioni rivolte agli angeli che la sera vede seduti vicino al proprio letto. Oltre ai personaggi di carta e alle immaginarie presenze notturne, accanto al ragazzo c’è anche Gianni, l’analista che lo segue in una terapia lunga più di un anno e mezzo. Il senso del vuoto e i modi che ognuno cerca per colmarlo scandiscono un percorso umano ed esistenziale che porterà i due protagonisti – medico e paziente, adulto e bambino – a guardarsi dentro, mettendo in discussione le proprie certezze.

INFORMAZIONI SULL’AUTORE:

Giacomo Balzano, psicoanalista ad orientamento adleriano,  ha pubblicato:

 

  • 1998, Disagio Giovanile: storie di cambiamenti (G. Laterza);

 

  • 2005,  Giovani del Terzo Millennio (Armando). Con questo volume ha vinto nel 2006 il Premio Internazionale di saggistica “Città delle Rose”, concorso riservato a libri di autori italiani e stranieri che siano dedicati ad illustrare la condizione dell’uomo contemporaneo.

All’evento hanno partecipato oltre 60 opere, tra cui quelle di U. Galimberti, (La casa di Psiche – Feltrinelli)  P. Odifreddi (Il matematico impertinente- Longanesi), G. Bruno (Un amore fascista. Benito e Galeazzo-Mondadori), ed è arrivato  in finale con Nello Ajello (Illustrissimi. Galleria del ‘900-Laterza)  e Marina d’Amelia (La mamma – Il Mulino);

 

  • 2007, “I nuovi mali dell’anima. Il Disturbo Borderline e Narcisistico negli adolescenti” (Franco Angeli Editore);

 

  • 2009, “Oltre il disagio giovanile. Strategie di prevenzione e recupero”, (Franco Angeli Editore);

 

  • 2011, “Alessia e le sue tenebre” (romanzo, Besa edizioni.) Da questo lavoro è stato tratto un apprezzato spettacolo teatrale.

 

  • 2014, “Alfred Adler e lo scisma della psicoanalisi”, con illustrazioni di Michele Loseto e note ed introduzione a cura di Egidio Ernesto Marasco (Besa edizioni).

 

  • 2016, “Il vuoto dentro”, (romanzo, Besa edizioni);

 

  • 2018, in printing “Cuore liquido”, romanzo scritto con la collaborazione di un editor vicino a importanti case editrici.

 

Giacomo Balzano, infine, vive ed opera a Bari presso il Centro Psicologia Applicata, studio associato da lui fondato nel 1990.

Mail: giacomobalzano@yahoo.it

 

 

 

 

 

 

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amore

Pattinaggio artistico a rotelle: Danilo Gelao si racconta su passioni vere.it “E’ una passione che porto dentro da sempre.La sensazione di raggiungere un obiettivo che ti eri prefissato tanti anni prima è bellissima.”

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Passioni vere.it nasce con il fine di promuovere il lavoro di chi ha raggiunto le sue soddisfazioni, piccole o grandi che siano mettendoci determinazione, impegno e soprattutto passione. Per questo oggi abbiamo voluto raccontarvi la storia di Danilo attraverso questa intervista. Buona lettura! 😉

 

 

 

 

 

“TU” in tre pregi e tre difetti, hobbys e di cosa ti occupi.

 Mi chiamo Danilo Gelao,pratico pattinaggio artistico a rotelle da quando avevo un anno, è una passione che porto dentro da sempre, me l’hanno trasmessa i miei genitori. Mia madre è la mia allenatrice e mio padre è il presidente della nostra società (A.S.D. Cassandra).  Sono una persona molto determinata,ho i miei obiettivi e lavoro ogni giorno per cercare di raggiungerli. Questa determinazione mi ha portato a vestire la maglia della nazionale italiana di pattinaggio dall’ età di 14 anni.

 

 

Il tuo rapporto con il tuo lavoro, ti piace quello che fai? Per te è una passione vera o ti sei adattato al contesto in cui vivi?

 

Il pattinaggio col passare degli anni sta diventando anche il mio lavoro. Da 5 anni ho iniziato ad intraprendere la strada da allenatore oltre che quella di atleta. Amo quello che faccio,ci metto ogni giorno il meglio di me stesso,anima e cuore. Si,anima e cuore perché il pattinaggio non è uno sport ricco come il calcio,il pattinaggio se dobbiamo paragonarlo al calcio è uno sport ‘povero’ . Sono del parere che senza passione non si può praticare questo sport. Sono felice perché la passione che ho la sto trasmettendo anche alle mie atlete,è una cosa molto importante per me. Il pattinaggio è arte,è magia.. Ogni volta che entro in pista non lo faccio solo per me,lo faccio per la mia famiglia,lo faccio per la gente che di continuo mi supporta e lo faccio soprattutto per cercare di emozionare tutti,perché secondo me quest’ultima è una cosa fondamentale nel nostro sport.

 

 

Quali ostacoli, se ci sono stati, hai sperimentato durante il percorso e come li hai superati? Cosa diresti a chi comincia un percorso come il tuo. Quanto è stata importante per te la passione che hai messo in quello che stavi realizzando.

 

Quando ero piccolo ero considerato un ‘talentino’. Nel 2008,che era il mio primo anno in categoria federale,ho vinto tutte le gare che ho affrontato,campionati provinciali,regionali ed italiani. Purtroppo però ho dovuto affrontare tanti infortuni. All’età di 12 anni ho riscontrato dei problemi gravi alle ginocchia,il famoso morbo di Schlatter. Ho dovuto sospendere la mia attività per 1 anno e mezzo. Purtroppo stando fermo ho iniziato anche ad aumentare il mio peso corporeo,cosa che nel pattinaggio è molto importante. Mia madre però,mi ha dato la forza di continuare e di superare questo brutto periodo,infatti all’età di 14 anni (2014) sono ritornato a gareggiare,conquistando la mia prima convocazione ad una gara internazionale e la maglia azzurra. Nel 2015 ho subito un altro infortunio al polso..3 giorni prima del campionato italiano. La mia forza di volontà però è stata più forte della frattura e così ho deciso di gareggiare lo stesso,riuscendo a conquistare il 4 posto e successivamente la convocazione alla Coppa Europa a Dijon,Francia. Ho affrontato anche questa gara con la frattura,classificandomi al secondo posto. Successivamente nel 2016 ho partecipato al raduno della nazionale italiana,dopodiché mi sono dovuto fermare nuovamente per curare questa benedetta frattura. Quest’altro infortunio mi ha dato ancora più forza di continuare,conquistando nel 2017 la convocazione alla Coppa Europa a Tomar,Portogallo.

Nel 2018 ho realizzato il mio primo sogno,quello di poter partecipare al Campionato Europeo dopo un eccellente 4 posto conquistato ai campionati italiani. Il campionato europeo si è svolto nelle Isole Azzorre,Portogallo. Mi sono classificato al 7 posto.

 

La sensazione di raggiungere un obiettivo che ti eri prefissato tanti anni prima è bellissima.

Nel 2019 ho debuttato nella categoria seniores(categoria massima),potendo gareggiare contro pluricampioni del mondo come Luca Lucaroni etc. e pluricampioni europei. Ho conquistato lo scorso anno la qualificazione alla Coppa Italia che si è svolta a Calderara di Reno,Bologna,dove mi sono classificato al primo posto.

È una grande soddisfazione per me vedere dove sono arrivato dopo tutto quello che ho passato. Un consiglio che posso dare a tutti quanti,pattinatori e non,è quello di non arrendersi mai,perché se in una cosa ci credi,niente e nessuno potrà fermarti!

 

 Il tuo rapporto con la vita, il tuo motto, le tue credenze.

 Il mio motto è cadi 100 volte,rialzati 101. Tutto è possibile nella vita,basta crederci!

 

 Il tuo idolo, c’è qualcuno a cui ti ispiri per realizzare la tua vita?

 Il mio idolo nel pattinaggio artistico a rotelle è il grande Luca D’Alisera. Da quando ero piccolo guardavo le sue gare cercando di imitarlo. È stato uno degli atleti più forti di tutti i tempi,mi ispiro sicuramente a lui!

 

 Il libro, l’opera d’arte, o  la trasmissione televisiva/ radiofonica  (ecc…) più famosa che avresti voluto realizzare tu

 

Il mio desiderio è quello di poter realizzare un programma televisivo di pattinaggio artistico a rotelle, sarebbe una cosa molto bella e divertente,oltre che spettacolare!

 

Il tuo ultimo “successo”lavorativo, affettivo, quanto è il frutto della tua spontaneità ed esperienza e quanto invece è il risultato  di fattori esterni

 Il mio ultimo successo da atleta è stato quello di poter partecipare all’International Roller Cup tra i 24 atleti migliori al mondo. Questa competizione si è svolta nella mia città,Bari,il 20 Ottobre 2019. È stato un evento spettacolare,ho gareggiato in un Palaflorio gremito (circa 2000 persone)  Al termine della mia gara,dopo una splendida performance,mi sono venuti i brividi,ed è questo il motivo per la quale questa gara mi rimarrà per sempre nel cuore.

https://www.youtube.com/watch?v=e78GH4BJ6jw

 

Prossimi eventi

 Di regola i prossimi eventi erano vicini,campionati regionali e poi Italian Roller Games a inizio Luglio. Purtroppo questo Virus ha interrotto un po’ tutto,speriamo di poter tornare al più presto a praticare quello che noi pattinatori amiamo fare. Ritorneremo più forti di prima!

 

 
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Contatti

https://www.instagram.com/a.s.d.cassandrabari/

https://www.instagram.com/danilo_gelao/

https://www.facebook.com/dany.gelao

 

 

 Marina Cassandra Ugenti 3339255737

Danilo Gelao 3348152447 

 

 

 

 



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amore

Inseguire un fantasma? Chi?Dove, quando?Natale Cassano e il suo libro…

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Cari amici di passioni virtuali e reali, oggi voglio parlarvi di Natale Cassano e del suo secondo libro: “Inseguire un fantasma”.

Proprio per incuriosirvi ho deciso di riportare un passo del libro…

Chissà da quanto tempo stava aspettando che qualche frammento del suo passato uscisse allo scoperto. Ora anche lei stava provando quella folle sensazione di non essere più sola al mondo.

Cosa accadrebbe se all’improvviso tutto quello che credevi di sapere sul tuo passato si rivelasse falso? Se nuovi dettagli su tua madre, che credevi di aver perso per sempre, riaffiorassero in un carteggio risalente alla Seconda guerra mondiale, svelandoti una nuova verità da ricostruire? Ѐ quello che accade a Giovanni Corsetti, pubblicitario barese trasferitosi a Milano per lavoro, quando torna in città per assistere al funerale dell’odiato padre. Scoprendo una traccia che cambierà per sempre la sua vita e quella di sua sorella Clara. Sullo sfondo, una misteriosa collezione di quadri in eredità, al centro di un intrigo criminale del passato. Che rischia di riaffiorare con tutta la sua forza distruttiva.

Chi è Natale Cassano?

Natale Cassano è nato a Bari nel 1989. Giornalista professionista, ha lavorato negli anni per diverse testate italiane. Attualmente collabora con il quotidiano La Repubblica e con il sito d’informazione BariToday. Inseguire un fantasma è il suo secondo romanzo, pubblicato dopo l’esordio letterario con La storia che non ti ho raccontato (2017).

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benessere

Il potere della musica

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Cari amici, oggi voglio dedicare questo articolo al potere della musica! Infatti ogni appassionato sa quanto la musica possa essere curativa.

Chi meglio di un musicista sa che la buona musica trasforma un giorno ordinario in qualcosa di magico, fornisce conforto, rilassamento, sensazione forti e molto altro ancora?

Non è un caso che si parli musicoterapia alle volte… Ciò che è davvero entusiasmante è che gli effetti della musica partono dal nostro codice genetico, attraversano i nostri pensieri, le nostre emozioni e i nostri corpi, fino ad arrivare al modo in cui ci rapportiamo con gli altri.

La musica ci permette di ottenere tutta una serie di benefici tra cui:

1. Un miglioramento del QI verbale e delle abilità visive

Imparare a suonare il piano non migliorerà solo le vostre abilità musicali ma anche le vostre capacità visive e verbali.

Uno studio condotto su campione di bambini tra gli 8 e gli 11 anni ha mostrato che chi aveva frequentato corsi di musica aveva sviluppato un Quoziente d’Intelligenza (QI) verbale e abilità visive superiori rispetto a chi non aveva una formazione musicale (Forgeard et al., 2008).

Questo dimostra che i vantaggi di imparare a suonare uno strumento non si limitano all’ambito musicale ma si estendono alle aree della cognizione e della percezione visiva.

2. Sentire i brividi

Avete mai sentito i brividi lungo la schiena durante l’ascolto di una canzone? Secondo lo studio di Nusbaum e Silvia (2010), oltre il 90% delle persone li sente.

L’intensità di questa esperienza, però, dipende dalla personalità individuale. Le persone che hanno alti punteggi nella dimensione della personalità “apertura all’esperienza” sono propensi a sentire il maggior numero di brividi durante l’ascolto di musica. Nello studio, le persone aperte all’esperienza erano anche più propense a suonare uno strumento musicale e a ritenere la musica come una componente importante della loro vita.

 

3. L’ascolto attivo può migliorare l’umore

Un recente studio contraddice una vecchia concezione secondo cui sforzarsi attivamente di essere felici sarebbe inefficace. Nella ricerca di Ferguson e Sheldon (2013), i partecipanti che ascoltavano una composizione classica allegra di Aaron Copland sforzandosi attivamente di essere più felici sentivano il loro umore migliorare a differenza di coloro che la ascoltavano passivamente.

Ciò suggerisce che impegnarsi attivamente nell’ascolto della musica può amplificare il potere dell’esperienza emotiva vissuta.

 

4. Cantare insieme unisce

Dal momento che la musica è spesso un’attività sociale, cantare o suonare insieme può aiutare le persone ad avvicinarsi. Uno studio condotto su un campione di quasi mille studenti finlandesi ha rilevato che coloro che avevano partecipato a corsi di musica provavano una maggiore soddisfazione nei confronti della scuola e in quasi tutte le aree scolastiche, anche quelle che non erano strettamente legate alla musica (Eerola & Eerola, 2013).

Il ricercatore Päivi-Sisko Eerola ha così commentato i risultati: “Cantare in coro o fare performance di gruppo sono attività frequenti nelle classi di musica. Altri studi hanno dimostrato che le persone trovano molto gratificante “sincronizzarsi” tra loro. Ciò aumenta il senso di appartenenza al gruppo e può anche rendere le persone più vicine le une alle altre”.

 

5. Effetti della musica su patologie cardiache

La musica può aiutare le persone ad affrontare lo stress e l’ansia associate con i trattamenti per le malattie coronariche. Una review di 23 studi che hanno coinvolto quasi 1500 pazienti ha mostrato che l’ascolto di musica riduceva la frequenza cardiaca, la pressione sanguigna e l’ansia nei pazienti con malattie cardiache (Bradt & Dileo, 2009).

 

6. Perché ascoltare musica triste ci fa sentire meglio?

Uno dei motivi più rilevanti per il quale le persone amano la musica è che funge da “regolatore emotivo”. Tutti gli appassionati di musica sanno bene come essa possa avere un effetto catartico. Tuttavia può sembrare strano che ascoltare una melodia triste, nelle giuste circostanze, possa migliorare lo stato d’animo. Perché avviene questo fenomeno? Secondo uno studio condotto da Kawakami et al. (2013) la musica triste sarebbe gradita perchè creerebbe un interessante mix di emozioni, alcune negative e altre positive. Fondamentalmente, percepiremmo le emozioni negative nella musica ma senza esperirle in modo intenso.

 

7. Vedere volti felici

Sono sufficienti 15 secondi di ascolto di un pezzo musicale per cambiare il nostro modo di giudicare le emozioni sui volti delle altre persone.

Uno studio condotto da Logeswaran et al. (2009) ha rilevato che far ascoltare musica allegra conduceva i partecipanti della ricerca a percepire i volti altrui più felici. Allo stesso modo, ascoltare pezzi tristi portava a percepire i volti più tristi. L’effetto maggiore è stato riscontrato quando le persone osservavano visi con un’espressione neutra.

In altre parole: le persone proiettano la connotazione emotiva della musica che stanno ascoltando sui volti delle altre persone.

8. Il colore della musica

La musica può evocare nelle menti dell’ascoltatore specifici colori. A prescindere dall’appartenenza culturale, le persone tendono ad associare particolari tipi di musica a determinati colori.

Ad esempio, in uno studio di Palmer et al. (2013) le persone provenienti da Messico e USA mostravano notevoli somiglianze nel collegare colori scuri con brani tristi e colori più vivaci con brani più felici. In uno studio di follow-up è emerso che queste associazioni tra musica e colori rifletterebbero il contenuto emotivo della melodia.

 

9. Musica e capacità visive

Nel 60% delle persone che hanno un ictus, le aree visive del cervello risultano danneggiate. Ciò può condurre al cosiddetto “neglect visivo”: il paziente perde la consapevolezza degli oggetti che si trovano sul lato opposto del campo visivo rispetto al danno cerebrale.

Alcuni studi hanno rilevato che, quando questi pazienti ascoltavano la loro musica preferita, alcune funzioni dell’attenzione visiva risultavano ripristinate (Tsai et al., 2013). La musica può quindi essere uno strumento importante nella riabilitazione di pazienti colpiti da ictus.

 

10. I bambini sono nati per ballare

I neonati di appena cinque mesi rispondono ritmicamente alla musica e sembrano trovarla più interessante del linguaggio.

Uno studio condotto da Zentner e Eerola (2010) ha mostrato che i bambini ballavano spontaneamente tutti i tipi di musica e che coloro che andavano più a tempo sorridevano anche di più. Forse la propensione alla musica è davvero nei nostri geni!

 

 

Bene, detto questo e conosciuti i benefici della musica, vi informo che sono nati i primi corsi di musica alternativa, anche qui in Italia…Se volete approfondire o iscrivervi ai corsi collegatevi qui: Paola https://www.facebook.com/events/406465133458095/

 

 

fonte: psicologia milanote/

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