luciano lapadula

Uno spettacolo splendido “La giornata di Teresa”. Non poteva mancare sul mio blog l’intervista a Luciano Lapadula!

Buona lettura!

Come nasce “La giornata di Teresa?”

Salve Fabia e grazie per questa intervista. “Moda Sotto le Bombe – La Giornata di Teresa” nasce dalla voglia di comunicare al pubblico atmosfere, identità, momenti di un passato non troppo lontano da scene che sono parte del presente. Il nome e il Mood dello spettacolo provengono dal capitolo omonimo (Moda Sotto le Bombe) del mio libro “Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume” edito da Progedit.

Quale messaggio vuoi comunicare al tuo pubblico con questo spettacolo?

Spesso, molto più di quanto crediamo, in situazioni estreme, precarie, di immensa difficoltà l’essere umano, in questo caso le donne, lasciano emergere la propria bellezza e la propria forza contro ogni male. Vincendo su di esso.

libro luciano lapadula

Se dovessi descriverti cosa diresti di te? Chi sei in tre pregi e tre difetti?

Non vorrei sembrare presuntuoso, penso di potermi definire un artista, e come tale ne porto i segni. Ambizioso, poliedrico, alla continua ricerca del diverso. Impulsivo, disordinato (in apparenza) e poco legato al denaro.

Di cosa ti occupi nella vita? E’ questo il lavoro della tua vita o ti occupi anche di altro?

Mi occupo di studiare i segni che attraverso la storia della moda ci raccontano epoche e identità. Lavoro nella moda a 360 gradi: immagino, sogno, scrivo, insegno, creo.

Da quanto tempo scrivi e quanto conta per te scrivere?

Al quinto superiore scrissi un bel tema su Alessandro Manzoni, che non era tra i miei autori preferiti, eppure fu letto durante un’assemblea di istituto, io ero anche assente quel mattino. Scrivere per me è fondamentale: riesco a dare vita ai miei sogni, o ai miei incubi, dipende.

Il tuo motto, il tuo stile di vita.

Dal mio blog: “Siamo Ciò Che Vestiamo”

 

Qual è il periodo storico in cui ti piacerebbe tornare, se tu potessi farlo e perché?

Ogni periodo ha un suo fascino, anche quello preistorico. Vorrei essere a Parigi nella Belle Époque, e bere assenzio insieme ai grandi artisti. Mi piacerebbe partecipare a un party anni ’20, durante il proibizionismo. Andare a teatro a durante la Repubblica di Weimar.Fare una seduta spiritica negli anni ’30. Uscire con Clara Calamai. Girare per un rifugio durante i bombardamenti nei primi anni ’40. Essere sul Tevere in una notte degli anni ’50 e andare a ballare a Londra e Berlino nel 1980. Gli anni ’90 grazie a Dio li ho vissuti.

 

Cosa vuoi dire a chi si avvicina al tuo mondo culturale e letterario per la prima volta?

Che dopo sarà una persona diversa.

 

 “Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume” come nasce?

Ho sempre provato attrazione nei confronti di aspetti estremi dell’essere sociale. L’estremo descrive antropologicamente l’uomo più di ogni altra cosa.

 

C’è un passo che riassume il messaggio del libro?

“Lo scorrere del tempo spesso cancella, al pari del mare sulla sabbia, le orme impresse dall’uomo nella storia, ed è in tal modo che alcuni aspetti riguardanti l’estetica e i comportamenti sociali propri di intere generazioni si affievoliscono o scompaiono travolti dall’oblio. La ricerca affrontata in questo volume riporta alla luce aspetti rimossi che appartengono all’identità contemporanea in quanto frutto di usi e costumi provenienti dal passato.”

 Cosa ti ha ispirato nella scrittura di questo libro?

Lo studio del bello e del brutto, e di come i concetti a loro connessi si rovescino nel tempo. I gusti cambiano, i contenuti restano.

E’ rivolto ad un pubblico in particolare?

Certamente a chi è più curioso e sensibile. Non bisogna essere per tutti.

 

Contatti

febbraio 2020 :“Moda Sotto le Bombe” presso la Casa del Mutilato di Bari.

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