A TU PER TU CON LA CHEF TIZIANA ANNICCHIARICO DEL VEGAN BAR…

Come nasce l’idea di aprire O’Vita, un Vegan Natural Bistrot nella città di Bari?

Quali sono i fattori scatenanti?

L’idea nasce grazie al titolare del locale Angelo Anselmo, il quale è stato spinto da un forte spirito di iniziativa nel costruire qualcosa all’interno del quale poter mangiare del cibo sano anche fuori casa, prodotto e preparato senza nessun ingrediente di origine animale, nel pieno rispetto degli esseri viventi, con ingredienti di origine tracciata.

La volontà di poter essere autore attivo, anziché semplice osservatore che spesso attende passivamente un cambiamento, lo ha portato a compiere i primi passi verso questa “Naturale Idea di Impresa”.

E’ molto importante rispondere alle esigente della tanta gente che, vuole poter mangiare fuori casa con la certezza di un buon cibo genuino e completamente cruelty free. Vi ricordiamo che sono circa 600 milioni gli animali allevati per la loro carne solo in Italia, escludendo i pesci. Oltre a loro i più consumati sono sicuramente i volatili: polli, galline, tacchini; poi i conigli, i maiali, i bovini e gli ovini. In gabbie, a terra o in capannoni, dietro a tutte queste mura ci sono animali che attendono lo scorrere del tempo, fino al giorno del macello.

Cosa pensate della cucina vegana e come si può riassumere?

La cucina vegana prima di tutto non è privazione ma arricchimento, è nutrimento per il cuore e per l’anima. E’ importante vivere e alimentarsi senza provocare la sofferenza e la morte di altri esseri senzienti.

La cucina vegana non prevede: carne (nè rossa nè bianca, nè salumi di alcun tipo), pesce, crostacei, ma anche latte, uova, miele, grassi animali e coloranti di origine animale come la cocciniglia. Ciò si concretizza in uno stile di vita che vuole escludere tutto quello che potrebbe derivare dallo sfruttamento o dalla uccisione degli animali.

I piatti vegani sono davvero tantissimi. Oggi la cucina vegana si è ampliata sempre di più permettendo di creare piatti gustosi che vanno dagli antipasti vegani sino ai dolci.

Siamo coloro che finalmente hanno gli strumenti per considerare in che modo il cibo nutra la parte più fondante di un essere umano.

Quando mangiamo cibo naturale assorbiamo la bontà del sole, della terra, degli alberi e delle radici. Quando noi trattiamo con cura e rispettiamo tutti gli animali, contribuiamo alla pace del mondo.

 

“La rivoluzione comincia dal piatto”. La scelta di escludere alimenti di origine animale diventa una vera e propria filosofia di vita che parte dall’idea della coabitazione del pianeta da parte di altri animali non umani, ugualmente degni di rispetto al di fuori di una prospettiva meramente antropocentrica.

Madre Terra nel suo orologio perfetto e naturale ci dona i propri frutti in ogni stagione, le proprie sfumature di colore perché sa che “quelli” sono i frutti giusti, quelli di cui la nostra alimentazione ha bisogno per affrontare al meglio le peculiarità di ogni stagione. Alimentarsi rispettando il naturale avvicendarsi dei prodotti stagionali significa essere in sintonia con la Natura, con Madre Terra, rispettandone i tempi, i ritmi e di conseguenza garantirci un naturale benessere interiore e fisico.

Seguire il ritmo della Natura significa anche imparare a consumare un numero maggiore di vegetali crudi o comunque ridurne la cottura per non distruggerne le sostanze nutritive, vitali e preziose, come ad esempio le vitamine. Per questo motivo offriamo ai nostri clienti delle coloratissime e gustose varietà di insalate arricchite da frutta secca con degli estratti di frutta e verdura da consumare preferibilmente prima di ogni piatto cotto.

Non solo i prodotti di origine animale non sono indispensabili per la salute, ma ci sono anche molti danni collaterali provocati dagli allevamenti. Per esempio quelli derivanti dall’utilizzo massiccio di farmaci e antibiotici sugli animali, ma anche legati all’inquinamento di aria, acque e spreco di risorse.

Si può quindi vivere bene, in salute e in perfetta forma fisica anche senza mangiare carne, lo dimostra il numero sempre più crescente di persone, anche atleti e bodybuilder, che scelgono una dieta vegan per salvaguardare la propria salute e per vivere più a lungo.

Se la salute dipende prevalentemente dal cibo e dall’ambiente in cui viviamo, la dieta veg fa quindi bene il doppio!

 

Quali sono gli ingredienti che la caratterizzano la cucina vegan?

Tra gli ingredienti di una buona cucina vegana cosa non può mancare?

Eliminando alimenti di origine animale dalla nostra alimentazione abbiamo un’ampia scelta di prodotti da poter utilizzare per creare piatti sfiziosi in cucina, come soia, legumi di ogni genere, cereali integrali, tofu, tempeh, frutta, verdura e semi, olio d’oliva e frutta secca.

Nella dieta vegana i legumi vanno consumati giornalmente. La scelta è davvero vasta e anche la varietà di ricette è infinita. Tra i legumi più ricchi di proteine ci sono le fave e la soia, seguiti dalle lenticchie, dai fagioli e dai ceci. Questi alimenti si possono combinare facilmente con riso, pasta o altri cereali per realizzare preparazioni sempre diverse.

I cereali, ottima fonte di proteine da integrare con i legumi. Tra i cereali più comuni ci sono il farro, l’orzo, l’avena e il miglio ma nell’alimentazione vegana non possono mancare anche gli pseudocereali, simili ai cereali ma adatti anche ai celiaci. Nella famiglia degli pseudocereali sono compresi la quinoa, l’amaranto e il grano saraceno. Questi alimenti, oltre che ad essere ricchi di proteine, contengono anche fibre e vitamine indispensabili.

Verdure e ortaggi insieme alla frutta, costituiscono la base dell’alimentazione vegana. Tra le verdure più ricche di proteine ci sono cavoli, broccoli e asparagi ma anche tutti gli altri tipi di verdura, sia cruda che cotta, contengono buone percentuali di proteine.

Da consumare assolutamente la frutta secca e i semi oleosi, una ricca fonte di acidi grassi essenziali Omega 3, via libera a noci, mandorle, nocciole, arachidi, anacardi e ai semi di lino, di sesamo, di girasole e di zucca. I grassi contenuti nei semi e nella frutta secca sono insaturi quindi, a differenza di quelli presenti nella carne, sono privi di colesterolo

Non puo’ mancare il seitan, un valido sostituto della carne, si può cucinare allo stesso modo della carne, quindi alla piastra, al forno o per fare il ragù. Il tofu, una sorta di formaggio vegetale molto proteico che può essere preparato in diversi modi. La soia è alla base anche di wurstel, salsicce, bistecche e polpette ovviamente tutte vegetali e quindi senza grassi né colesterolo. Molto gustoso è anche il Muscolo di grano, ovvero un prodotto alimentare a base di farina di frumento pregiato, arricchita con farina di legumi (soia, lenticchie, piselli ecc.), olio e aromi vari. Nato come alternativa vegetale alla carne, il muscolo di grano viene commercializzato in formati di diverse dimensioni e sapori, che ricalcano la forma dei tradizionali alimenti carnei, quali: bistecche, filetti, spezzatini, tagli per arrosto, affettati ecc,

Anche il latte di origine animale può essere sostituito efficacemente dalle bevande vegetali a base di soia, riso, mandorle, nocciole e altri cereali che spesso sono addizionate con calcio, Vitamina B12 e Vitamina D. I latti vegetali che utilizziamo nel nostro locale sia per quanto riguarda la caffetteria, ma anche per tutte le nostre preparazioni sono di soia, riso e mandorle. I legumi costituiscono la base dei nostri burger, ovvero burger messicano fatto con fagioli, burger di soia e burger di lenticchie e cereali, burger di funghi. Offriamo ai nostri clienti una vasta scelta di panini, focacce con diverse gustose farciture.

Quanto costa essere creativi, in cucina, che peso ha la tradizione culinaria nel mondo vegano?

Che piatto vegan indosseresti se fosse possibile?

La creatività in cucina è molto importante, cucinare bene in parte è manualità, che si conquista con nient’altro se non con la pratica, quella più importante è esercizio di creatività. In realtà, chi ama cucinare ha semplicemente capito che la cucina può essere un’attività non solo stimolante e gratificante, ma anche liberatoria, capace di metterci in contatto con la nostra parte emotiva, smuovere vibrazioni.

E’ molto divertente abbinare prodotti che abbiamo sempre sotto gli occhi, creando un equilibrio perfetto senza l’utilizzo di prodotti di origine animale.

La creatività in cucina ha diversi vantaggi:

Realizzi il piatto che vorresti mangiare

Metti nel piatto solo ciò che ti fa bene

Adotti uno stile di vita più salutare e risparmi

Cucinare è anche molto divertente, il fatto di utilizzare i sensi, assaggiare, toccare, annusare e ascoltare quello che cucini è molto importante. Bisogna imparare a conoscere il cibo, a dialogarci, a trattarlo come una cosa viva, ti dirà lui come vuole essere cucinato e avrai sempre meno bisogno di ricette. E ti sorprenderai a cucinare per il puro piacere di farlo. Cucina non è solo mangiare. È molto, molto di più. Cucina è poesia. La priorità, per chi cucina come me è l’attenzione al benessere delle persone.

E siamo quel che mangiamo vuol dire anche che dal cibo dipende sia la salute fisica sia l’energia e gli stati d’animo.

La cucina italiana in versione vegana? Si può fare! Ci sono piatti della cucina tradizionale italiana che sono dei pilastri intoccabili. Ricette custodite e tramandate di generazione in generazione. Molto spesso sono a base di carne, formaggio, uova e altri ingredienti banditi dall’universo vegano. Ma non si può negare che quella gastronomica sia una cultura in evoluzione. Che il cambio di stile di vita abbia modificato alcuni rituali degli italiani a tavola, sempre più alla ricerca di cibi salutari e che non vadano a gravare troppo sul girovita.

Inoltre tantissimi piatti della nostra tradizione sono già vegan, basta pensare alla purea di fave e cicoria, spaghetti al pomodoro, oppure con aglio e peperoncino, penne all’arrabbiata. Tutto quello che mangiamo in maniera onnivora possiamo trasformarlo senza problemi in chiave vegan, senza rinunciare al gusto, senza nessun rimpianto dei sapori tipici della nostra tradizione culinaria.

Cucinare è il mio modo di comunicare, il mio strumento di creatività, è tutto il mio essere ricco di spontaneità, il mescolare sapori incredibili con odori semplici ma a volte sorprendenti. È continuamente una sfida.

In alcune regioni del sud Italia, quello della parmigiana di melanzane è un vero e proprio al rito. Nella versione veg, i tempi di preparazione si accorciano un po’, ma il gusto rimane. Nel nostro locale O’Vita è molto richiesta, è un piatto molto salutare e light poiché le melanzane che utilizziamo per questa preparazione non vengono fritte ma grigliate sulla piastra.

Tanto semplice da fare quanto buona da mangiare. La frittata senza uova, la farina di ceci è un’ottima sostituta di uno dei piatti più tipici della cucina nazional-popolare. Comunque gustosa, proteica e adatta anche per chi soffre di colesterolo alto. Per non parlare dei dolci, nel nostro vegan bistrot offriamo un’ampia scelta di cornetteria, biscotti, tantissimi dolci come la Sacher, il tiramisù, la torta mimosa, crostate di mela, ecc.

Se fosse possibile indosserei il piatto forte di O’Vita, ovvero un bel piatto di cannelloni con crema di patate e funghi.

E’ semplice cucinare vegano?

L’alimentazione vegana è sempre più conosciuta e anche i prodotti specifici sono molto più facili da reperire, riconoscere e acquistare.

Mangiare vegan non significa mangiare cose strane, o super salutiste, o, al contrario, tutti cibi preconfezionati. Semplicemente, basta imparare a preparare i nostri piatti abituali variando alcuni ingredienti e poi strada facendo ne possiamo aggiungere molti altri di nuovi.

Mangiare vegan è più facile di quel che si possa pensare poiché la maggior parte delle pietanze che vediamo quotidianamente sulle nostre tavole, non utilizza ingredienti di origine animale. Piatti estremamente gustosi, nutrienti e sani per il nostro corpo e la nostra coscienza.

Sfatiamo quindi subito il mito che i vegani mangiano solo frutta e verdura: carne, uova, latte e burro vengono sostituiti da tofu, seitan, soia, legumi, frutta secca e latte vegetale. Un primo semplice che piace a tutti è il risotto, sia quello classico con i funghi che quello allo zafferano. Ricordate solamente di non utilizzare burro, brodo di carne o formaggi per mantecare. Via libera anche a lasagne e cannelloni, ma mi raccomando: niente pasta all’uovo, formaggio o besciamella tradizionale!

E’ molto semplice cucinare dei piatti gustosi in maniera totalmente vegetale. Possiamo realizzare una pasta al forno senza carne, 100% veg: no a carne e formaggio, ma procuratevi tante verdure di stagione, della besciamella vegana e la vostra pasta corta preferita, sono molto gustose le polpette a base di legumi, sempre disponibili nella nostra vetrina.

Vi piaceva la pasta al pomodoro e tonno? Mangiatela con pomodoro e olive. Vi piacevano le lasagne al forno? Le potete fare tali e quali, ma con besciamella vegetale e ragù fatto con verdure oppure seitan, lenticchie, soia, ecc.

O’Vita Bari offre ai suoi clienti una vasta scelta di lasagne:

lasagne di lenticchie

lasagne di soia

lasagne con crema di finocchi e melanzane

lasagne con zucca

lasagne con crema di zucchine e funghi

Vi piaceva la crostata alla crema? Potete prepararla ancora, usando latte di soia al posto del latte e olio al posto del burro. E così per ogni piatto: è semplice, non serve alcuna rivoluzione, solo piccoli cambiamenti. Piccoli per noi, grandi per gli animali, perché salvano loro la vita.

Oltretutto, risparmierete sui conti della spesa: gli ingredienti vegetali costano meno di quelli animali e così a fine mese avrete un bel risparmio!

Se dovessi invitare un uomo a cena cosa cucineresti per colpire la sua attenzione?

Lo sorprenderei preparando delle penne al ragù di funghi e nocciole, crostini con hummus di ceci e crepes con carciofi e besciamella con scaloppine di seitan al limone.

Per concludere una gustosa cena non può mancare un ottimo tiramisù con crema chantilly ricoperto di cacao, con scaglie di cioccolato fondente dalle rinomate proprietà stimolanti.

Come diceva Virginia Woolf, “Uno non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene”.

Cosa diresti a chi sostiene che mangiare vegan è solo una moda?

Scegliere il rispetto per la vita di tutti gli esseri viventi, non è una moda, ma una scelta dettata dal cuore attraverso la consapevolezza di non esseri più complici dello sfruttamento e della morte di creature innocenti. Essere vegani è prima di tutto una scelta etica, l’etica è un argomento strettamente legato alla coscienza di ognuno e quindi è un valore che non si può barattare. Credo che la trasformazione delle nostre scelte non sia un fenomeno passeggero, anche se penso che se essere di tendenza coincide con il bene degli esseri viventi di tutte le razze e dell’ambiente in cui viviamo, non ci sia niente di male. Restare ignoranti nell’epoca della libera informazione è davvero il più grande danno che possiamo infliggere a noi stessi, non possiamo più vivere continuando a distruggere, depauperare, svilire e sprecare.

Attraverso le nostre scelte alimentari ci impadroniamo di una passione e di un ideale, offrendo a milioni di esseri umani e a milioni di esseri viventi la chance di vivere la vita giusta che ognuno merita.

Gli animali vivono con noi non per noi!

La maggior parte di chi sceglie una dieta vegan è motivata dall’amore e il rispetto verso gli animali che non vengono più visti come fonte di cibo ma come esseri viventi con pari diritti e dignità. Il paradigma culturale dominante, che considera gli animali come esseri inferiori funzionali all’alimentazione umana, è molto difficile da abbattere per arrivare a una nuova visione del rapporto tra l’uomo e gli altri esseri viventi che popolano la terra, una visione antica visto che l’uomo non nasce come cacciatore ma come frugivoro, ovvero mangiatore di frutti spontanei, radici ed erbe.

Inoltre, tutti dovrebbero sapere quanta acqua, terreno, foraggio, medicinali occorrono per avere nel piatto una bistecca e quanto incidono gli allevamenti intensivi sulla produzione di anidride carbonica. Negli Stati Uniti l’ottanta per cento dei terreni è coltivato per nutrire il bestiame. Credo che se i consumatori fossero più consapevoli eliminerebbero o almeno ridurrebbero sicuramente questo alimento. Comunque, in genere, mangiare senza avvelenarsi diventa sempre più difficile e il problema è che avveleniamo non solo noi, ma anche il pianeta, e credo manchi veramente poco al punto di rottura.

Tutelare gli animali attraverso le nostre scelte vuol dire anche permettere ed incentivare, da parte dei governi, una libera circolazione di idee, che faccia arrivare a tutti le corrette informazioni su quanto materialmente gli animali devono soffrire per arrivare nei piatti dell’evoluto occidentale.

Con la buona volontà il passaggio all’alimentazione vegan è semplice, con un po’ di impegno la nostra tavola sembrerà molto più ricca di prima. Sicuramente, sarà molto più sana e priva di crudeltà.

Perché aspettare rimanendo ancorati a concetti sempre più lontani basati su un’alimentazione di sopravvivenza e non passare a un’alimentazione di crescita evolutiva?

Non serve amare gli animali per decidere di non far loro del male: è una questione di senso di giustizia, di rispetto. Ma chi ritiene di “amare gli animali”, a maggior ragione dovrebbe riflettere sul fatto che gli “animali” non sono solo cani e gatti, ma anche tutti gli altri: conigli, maiali, polli, galline e pulcini, cavalli, mucche, vitelli e manzi. Tutti sono esseri senzienti che provano dolore e sofferenza, ma anche affetto, amore, gioia di vivere. Come i cani e i gatti e come noi umani. Non esistono animali da “amare” e animali da “macellare”.

Gli animali sono sottoposti a enormi sofferenze negli allevamenti di ogni genere (che siano intensivi, o biologici o i rarissimi piccoli allevamenti) e poi uccisi, per la vendita di vari prodotti: carne e pesce, latte, formaggio e latticini, uova, miele, lana, piume, pelle, seta, pellicce. I maltrattamenti a cui sono sottoposti e il modo in cui vengono uccisi varia da una specie all’altra, ma tutti, assolutamente tutti gli animali che sono allevati per produrre qualcosa alla fine sono uccisi, anche quando non si tratta di carne. A fine utilizzo, anche gli animali usati nell’industria del latte e delle uova sono macellati. Produrre carne, latte e uova è l’attività con il maggiore spreco idrico che esista al mondo. Il principale impatto umano circa l’emissione di gas serra sono l’industria della carne e degli allevamenti, consumo di suolo e disboscamento, spreco di risorse: nel mondo viene infatti coltivata una quantità di cereali che potrebbe sfamare 10 miliardi di persone, ma sono quasi tutti destinati agli animali negli allevamenti.

Il vostro motto?

“Nel nostro locale si può mangiare di tutto senza mangiare nessuno!”

Qual è l’aspetto più soddisfacente di questo lavoro? E il più stressante?

L’aspetto più soddisfacente è quello di essere promotori di una cultura rispettosa dei diritti di ogni essere vivente e di gestire il primo ed unico locale 100% cruelty free nella città di Bari. Per noi è molto gratificante la soddisfazione dei clienti per la qualità del cibo e dei servizi offerti.

Pur non utilizzando nessun ingrediente di origine animale, i nostri clienti non si accorgono della differenza, perché il sapore non cambia, anzi è tutto molto più gustoso. La cosa che ci rende più felici è come l’immagine di questa cucina, che tanti definiscono triste, viene ribaltata completamente attraverso un’opulenza di colori, una ricchezza di particolari nelle preparazioni, il sapore.

Ci piace dimostrare che non servono né il burro né il sacrificio di qualche povera bestia per fare dell’alta cucina, perfino i dolci non soffrono della mancanza di grassi animali.

E’ importante che il veganismo sia sempre più presente nei ristoranti, negli alberghi, ovunque uno debba andare, finchè, si spera, un giorno diventerà la norma. Il grande vantaggio di avere una coscienza pulita, il sentire di essere strumentale nella creazione di un grande nuovo movimento che potrebbe cambiare non solo il corso delle cose per l’umanità e il resto della creazione ma anche alterare le aspettative di vita dell’uomo su questo pianeta. E’ importante cercare di vedere il veganismo nella sua concezione più ampia, qualcosa che vada aldilà del trovare un’alternativa alle uova strapazzate, la consapevolezza del fatto che siamo parte di qualcosa di grande, qualcosa che non è mai stato provato fino a sessant’anni fa, e qualcosa che sta andando incontro a tutte le critiche possibili che uno possa inventarsi. E’ qualcosa che implica il prendere atto di alcune cose e metterle semplicemente in pratica.

L’aspetto più stressante è la renitenza della gente a mettere in discussione le proprie abitudini alimentari, il non rispetto degli animali, il non rispetto anche per l’etica di un locale vegan. Ascoltare continuamente scuse prive di ogni logica per giustificare il consumo di alimenti di origine animale come ad esempio. “Dio ci ha dato gli animali perché ce ne cibassimo “.

Personalmente rispondo che agli esseri umani è stata data autorità, non dominio, e sempre più questo insegnamento viene indicato come una amorevole presa in gestione di queste creature anziché esser parte di un sistema di sfruttamento senza scrupoli. Non vi è comandamento che ci dica di mangiare gli animali e siamo certi che né gli allevamenti intensivi né i macelli fossero previsti nel progetto divino quando ci diede in custodia questo pianeta.

Possono davvero le vite degli animali essere giudicate solo in termini di utilità umana?

Poiché gli animali sono buoni e amati dal nostro illimitatamente benevolo Dio, non c’è da sorprendersi che mangiare senza causare sofferenza agli animali è parte fondamentale delle intenzioni originali di Dio per l’umanità.

Un’ altra domanda ricorrente: “Ma come fanno i vegani a vivere senza mangiare carne? Si può andare incontro a problemi o carenze nutrizionali?”

Per prima cosa bisogna sfatare il mito che la carne è indispensabile nell’alimentazione umana e che se non mangiandola si può correre il rischio di anemie, malattie o carenze di proteine e ferro.

Per decenni si è ritenuto che le proteine della carne fossero quelle “nobili” e cioè le migliori per la nostra alimentazione, ma ormai sono moltissimi gli studi scientifici che hanno dimostrato che nel mondo vegetale c’è tutto ciò che occorre per un’alimentazione sana e completa dal punto di vista nutrizionale.

L’alimentazione vegan fa bene. Da centinaia di studi condotti sappiamo che non solo si può vivere senza carne e pesce, ma addirittura la qualità della vita e della salute migliorano moltissimo quando si torna ad una dieta che per gli esseri umani è più naturale.

 

contatti: https://www.ovita.it/

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