Seguici su:

libri

Federica Cunego autrice di “Demoni di polistorolo” si racconta su passionivere.it

Pubblicato

il

 

Chi sei in tre pregi e tre difetti

Pregi:  empatica (quello che mi dicono), creativa (quello che sono), intraprendente (per quello che faccio)

Difetti: disordinata, cronicamente disordinata, irrimediabilmente disordinata. Nei pensieri e nelle cose.

 

Che fai nella vita e da quanto tempo scrivi

Sono una Project manager officer, lavoro che mi dà da mangiare

Ho una Casa editrice (Edizioni il Falò) e scrivo i miei libri, attività che mi fanno vivere.

Precedentemente ho svolto diversi lavori, tra cui copywriter e video-editor (area automotive)  grafico pubblicitario e addetto marketing.

Scrivo da quel che ricordo da quando sono piccola. Come tanti bambini avevo il diario dei segreti, ma, dato che la mia vita era piuttosto noiosa, finivo per inventarmi improbabili avventure (motivo di sconcerto e ilarità dei miei genitori che furtivamente leggevano qualche pagina a tempo perso).  E quando ho scoperto che il mio diario segreto non era più tanto “segreto”, anziché risentirmene ne ero lusingata. Per quello sostengo che gli scrittori non scrivono quasi mai per sé stessi. Scrivono prima di tutto per essere letti.

Come è nata la tua passione per la scrittura e secondo te a che tipo di pubblico si rivolge ? Che tipo di messaggio vuol lanciare la tua opera?

Non penso di avere la verità in tasca, quindi mi astengo dal sostenere una tesi. Penso ci siano dei temi e un punto di vista forte nel mio libro, molto personale, non sempre condivisibile ma autentico. I sentimenti e le emozioni raccontate sono realistici anche se le situazioni non sempre sono verosimili. Quando ho delineato il concept del libro, avevo in mente di raccontare in forma allegorica alcune figure demoniache note calate in un contesto contemporaneo. Le tematiche sono emerse di conseguenza, in maniera spontanea insieme all’evolversi delle storie dei personaggi.

Abbiamo così Guendalina Garavaglia, il fantasma di una leghista che non accetta che la sua casa, ora che è morta, vada in mano a una famiglia di nordafricani; un operaio in catena di montaggio, schiavo di una condizione lavorativa alienante, che lo fa sentire cerebralmente atrofizzato, al punto da sentirsi un morto che cammina, uno zombie;  una zingara vittima di una sorta di caccia alle streghe mediatica in cui si cerca un capro espiatorio di un presunto reato – una donna vista agli occhi degli altri appunto come una strega.  Tutti personaggi  che sono terrorizzati dal vuoto pneumatico della loro condizione di solitudine. Ed è questo il tema fondamentale, il fil rouge che unisce tutti i racconti del mio libro. Ogni personaggio prova ad uscirne, a modo suo, anche se immancabilmente scivola nuovamente nel baratro della solitudine.

 

C’ è un passo del tuo ultimo libro che secondo te, ne riassume un po’ il senso?

No, purtroppo decontestualizzato qualsiasi frase perderebbe di senso. Ma vorrei invece citare la frase che ho scelto come overture al racconto “la strega”.

“Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle”

 

Il tuo motto, il tuo stile di vita?

Più che un motto  un aforisma, in cui ritrovo il mio doloroso e innato anticonformismo, che spesso non aiuta ad avere una sana vita sociale ma alimenta lo spirito. 

“Tutte le volte che gli altri sono d’accordo con me ho la sensazione di avere torto”

 

Cosa diresti a chi si avvicina per la prima volta a questo mondo? Ci sono “controindicazioni”?

Mettendomi il “cappello” da editore, quello che consiglio è di interrogarsi sul perché si sta scrivendo qualcosa. Ricevo mediamente 2 -3 dattiloscritti a settimana, e davvero faccio fatica a trovare una voce sincera in mezzo alla folla. La maggior parte degli autori che si candidano tendono a riprodurre copie carbone di  penne note. Quindi la domanda che invito a rivolgere a sé stessi è:

  • Perché lo sto scrivendo?
  • Perché un’altra persona dovrebbe arrivare alla fine del mio libro?

Personalmente, come autrice, non mi misuro con le copie vendute (che per simpatia mi comprano anche). La vittoria è quando il lettore arriva alla parola “fine”. Vi assicuro che non è mai scontato.

Ora cambio “cappello” e metto quello dell’autrice 😉

Se sei un autore, emergente, molto emergente, come posso esserlo io, il consiglio è di essere guardinghi nei confronti di  quelle case editrici che ricontattano gli autori dicendo loro che sono il nuovo Dostevskij , chiedendo poi  un contributo di duemila euro!

 

Contatti:

Federica.Cunego

 

 

 

continua
Annuncio
commenta

Scrivi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Fabia Tonazzi

VAN GOGH NON ERA MATTO. L’AUTOBIOGRAFIA MAI SCRITTA

Pubblicato

il

“VAN GOGH. L’AUTOBIOGRAFIA MAI SCRITTA”

Libro dedicato a Van Gogh – Si tratta di un epistolario, poderoso, di 903 missive, di cui 820 scritte da Vincent Van Gogh e 83 a lui indirizzate, 586 in olandese, 310 in francese e 6 in inglese, 140 contengono schizzi, 658 sono indirizzate al fratello Theo, a cui seguono il giovane pittore olandese Anthon van Rappard (57), poi Emile Bonard (22) e la sorella prediletta Wil (21).

 

E’ questa la base da cui è partito Marco Goldin per riscrivere la vita dell’artista e per cambiare idea su di lui. ”Vincent non era pazzo”

E’ questo il messaggio che Goldin  cerca di trasmettere.
”Io stesso nelle altre mostre che gli ho dedicato – spiega ancora Goldin, già curatore di altre mostre sull’olandese come ‘Van Gogh tra grano e cielo (Vicenza 2017) – ero stato affascinato dalla visione maledetta dell’artista che poi il cinema ha trasformato in un personaggio molto lontano dalla realtà”.




Quello di V.V.Gogh, e di conseguenza di Goldin che ne ha ripercorso le orme. è prima di tutto un viaggio.

Il viaggio di Goldin esattamente come quello del pittore è reale e metaforico.

”Il viaggio di questo pittore, il viaggio di Vincent Van Gogh, è precisamente il viaggio dell’eroe. Il pittore come eroe. Colui che ha un compito, una missione da compiere. Nei suoi scritti bellissimi, pieni di echi e suggestioni, Karol Kereny ci dice come gli eroi non siano al livello medesimo degli dei, ma inseriti nel flusso della storia”.

Goldin questa storia l’ha ripercorsa a piedi, passo dopo passo, rileggendo e spesso traducendo le lettere .



continua

interviste/testimonianaza

La forma delle nuvole – Mattia Campitiello

Pubblicato

il

Mattia Campitiello è uno scrittore emergente, il suo primo libro pubblicato nel 2019 “La forma delle nuvole”  racconta la storia di Matt. Nonostante Matt esca da una relazione finita male e non sia proprio il suo momento migliore scoprirà, suo malgrado, che non tutte le forme che riesce a vedere sono frutto della sua immaginazione. 

 

Conosciamo meglio Mattia!

Ciao a tutti! Mi presento sono Mattia Campitiello al momento sono dipendente in una società di spedizioni. Sono appassionato, curioso e intraprendente ma anche orgoglioso, permaloso a volte e mi annoio facilmente. Fin da piccolo il mio idolo è stato J.R.R Tolkien penso che la saga e il mondo del Signore degli anelli abbiano influito molto su di me e sulla mia passione. Tra le mie citazioni preferite c’è: “Andremo tutti all’inferno tanto vale godersi il viaggio”. La mia passione per la scrittura è storica.La scrittura mi ha sempre appassionato, da piccolo scrivevo brevi storie e inventavo personaggi assurdi, solo recentemente ho trovato il coraggio di espormi e condividere con gli altri le mie idee. se incontrassi un’altro me, un’altra persone che come me sta per iniziare il suo percorso nel mondo della scrittura gli direi  di non arrendersi mai. E’ un percorso duro e difficile che però regala tante
soddisfazioni. Ci sono periodi in cui non è semplice scrivere ma l’spirazione arriva quando meno te lo aspetti. 

Recentemente è uscito l’ultimo libro “Il cavaliere senza morte” ma se volete contattarmi questi sono i miei riferimenti:

Mail: mattia.campitiello@gmail.com
Facebook: Mattia Campitiello Scrittore
Instagram: mattiacampit

la forma delle nuvole

Se vi ha incuriosito il nome del mio libro”La forma delle nuvole” ci sono diverse piattaforme dove potete trovarlo, dalle più tradizionali come Amazon o Googleplay alle applicazioni come Readom

Ringrazio Fabia Tonazzi per avermi dedicato uno spazio su passionivere.it e…  Vi suggerisco ReadOm perchè è come avere un’edicola virtuale sempre a portata di mano, libri e riviste tra cui il mio libro!

 



continua

Fabia Tonazzi

Ligabue: 30 anni di carriera tra gioie e dolori “E’ andata così”

Pubblicato

il

LIGABUE

Ligabue- Un periodo di soddisfazioni ma anche di dispiaceri

Proprio in questi giorni, Ligabue, giunto ormai ai suoi 30 anni di carriera è pronto per promuovere la nascita del suo ultimo libro: “30 anni in un (nuovo) giorno” e allo stesso tempo a dover salutare un caro amico, Luciano Ghezzi. Anche i musicisti piangono, è vero, ma questo evento spiacevole è stato come un fulmine a ciel sereno per Ligabue.

Il legame tra Ghezzi e Ligabue

Luciano Ghezzi, storico bassista dei ClanDestino ha suonato nella prima band di Luciano Ligabue dal 1991 al 1994, per poi diventare una guest star in alcuni grandi eventi del rocker di Correggio. Aveva 56 anni ed è scomparso improvvisamente tra il 2 e il 3 ottobre. Una notizia tremenda che ha sconvolto il rocker di Correggio. Solo poche settimane fa, infatti, l’artista aveva fortemente voluto una reunion con la sua vecchia band, e aveva suonato con Ghezzi una versione speciale di Urlando contro il cielo.

 

Ligabue su Instagram saluta Ghezzi: “Ci mancherai davvero tanto, Luciano

Ligabue è sconvolto, solo circa venti giorni prima aveva suonato a Campovolo con Ghezzi, davanti purtroppo a pochissime persone, perché il virus non ha permesso di realizzare il loro sogno, ricordando così la splendida versione di Urlando contro il cielo.“Hai occupato tutte le frequenze. Dalla profondità del suono devastante del tuo basso fino alla tua vocina acuta, adatta per le armonie dei Beatles. A sdrammatizzare ci hai sempre pensato tu. Quando è stato il momento di scegliere fra famiglia e musica, hai fatto presto a decidere: la famiglia altroché. Ma sei sempre stato quello che ricordava meglio e più di ogni altro quello che ci era successo“

“È stato bello essere almeno inseme. È stato bello vederti più in forma che mai. Le tue battute, la tua allegria. Ci mancherai davvero tanto, Luciano“.

 

Ligabue e il suo ultimo libro: “E’ andata così. Trent’anni come si deve”

Il Liga si racconta in: “E’ andata così. Trent’anni come si deve” (Mondadori), la sua autobiografia artistica, scritta a quattro mani con Massimo Cotto, arriva in libreria e negli store digitali il 6 ottobre. Il libro parla di canzoni, dischi, concerti, tour, eventi, libri, film. Luciano Ligabue ripercorre la sua carriera tra aneddoti, retroscena e dettagli completamente inediti. Per la prima volta Ligabue svela come sono andate davvero le cose.Stop con le leggende metropolitane.È un viaggio bellissimo, una storia unica, una parabola lucente. Il periodo peggiore è stato l’isolamento, la paura, il Covid. Ogni crisi è portatrice di cambiamenti, di opportunità ed è proprio per questo che Luciano Ligabue dice a Massimo Cotto: “È andata così”.Ligabue racconta i suoi 30 anni di musica e di vita artistica. Il libro è accompagnato da 360 foto e, in appendice, c’è la discografia di Ligabue con tutte le copertine dei singoli, degli album, dei cofanetti, dei VHS



continua

Trends