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Fabia Tonazzi

La pittrice Campey si racconta su passionivere.it

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La pittrice Campey rivela come l’arte in questo periodo storico molto delicato per il nostro Paese le stia dando un’enorme sollievo. Campey, pseudonimo di Ester Campese, ci aiuta a comprendere che non possiamo permettere alla paura e all’isolamento di annientare i nostri sogni, e ci invita ad andare avanti coltivando le nostre passioni.

 

Ester  in questo periodo avrebbe dovuto partecipare alla mostra a Roma di Via Margutta, un’occasione per la selezione dei critici d’arte coinvolti nell’iniziativa, per accedere alla Triennale Cult of Art di Roma a cui fra l’altro già sei stata partecipe la scorsa edizione. Tutto questo ora è sospeso per via del corona virus.

 

Siamo un Paese noto non solo per essere degli artisti, ma come stiamo dimostrando in questo periodo  siamo un popolo anche molto solidale. Non dobbiamo dimenticare in questo momento le tematiche sociali, ed io lo faccio attraverso la mia pittura. E non solo, anche perché fondamentalmente da sempre affronto diverse tematiche dell’arte. Sono una sognatrice, un’idealista. Ho un rapporto molto intimo con i sogni e quando torno alla realtà, talvolta, mi sveglio un po’ bruscamente. Ma non demordo. Continuo a sognare. Amo farlo e guai se non avessi i sogni. Non posso prescindere da questa mia caratteristica. So che l’Italia può farcela.

 

Quando nasce la tua passione per l’arte?

 

Sono nata già a contatto con la pittura perché eredito questa passione da mio padre, ma è stato dopo un viaggio in Brasile che ho affinato il mio estro. In quell’occasione ho affiancato un maestro brasiliano che veicolava i suoi messaggi attraverso colori ed è stato proprio in quei momenti che ho capito di poter dialogare con gli altri utilizzando un altro piano. Ho dipinto inizialmente per esprimere le mie emozioni, ma capivo che chi vedeva i mie quadri comprendeva esattamente ciò che volevo dire anche attraverso delle semplici macchie di colore, poi man mano ho iniziato a dare una forma ben più precisa alla mia arte passando da una tecnica polimaterica ( così sono stata definita nella mia prima critica ) a una versione più formale.

 

 

Hai partecipato ad eventi, manifestazioni, concorsi, che ti hanno permesso di ricevere Premi e riconoscimenti a livello internazionale. Qual è l’ultimo ricevuto in ordine di tempo?

 

Ho ricevuto il Premio Internazionale Città di New York dopo essere stata valutata da una giuria artistica abbastanza severa. Questo Premio si aggiunge a diversi altri Premi che mi confermano tutta la stima che gli addetti ai lavori nutrono nei miei riguardi, e ogni riconoscimento diventa per me un pretesto, uno stimolo a proseguire lungo questo percorso.

Qual’ è il tuo pensiero sull’essere donna oggi considerato che sei stata definita “la pittrice delle donne”?

 

Amo le “donne femminili”, meno quelle donne che hanno perso questo tratto. Per me una donna intelligente, preparata, ha una sensibilità maggiore nel sapersi districare nella varie situazioni. Ho esplorato molto nei miei dipinti il soggetto femminile perché è un qualcosa che apprezzo e mi piace coglierne ogni aspetto.

 

Vittorio Sgarbi, Paolo Levi, Lorenzo Canova, Elena Gollini hanno rilasciato delle significative critiche alla tua pittura durante il tuo percorso professionale. Cosa si prova a catturare l’attenzione degli Esperti del settore?

 

È come quando andavo a scuola. Da una parte la tensione dell’esame a cui si è sottoposti, dall’altra una soddisfazione estrema. Le persone menzionate mi conoscono anche come Ester e non solo come Campey, la pittrice. Di conseguenza apprezzano di me anche la mia personalità. Ad esempio Sgarbi nella sua critica disse che io esprimo nelle tele la mia gioia di vivere, per cui è un tratto caratteriale che ha riconosciuto in me.

 

Ritieni di essere soddisfatta degli obiettivi raggiunti?

 

Mi sento una donna abbastanza realizzata perché ho avuto la fortuna di raggiungere le mete che mi ero prefissata, ed ho avuto la tenacia per perseguire ogni mio obiettivo. Ma questo non inibisce al mia curiosità, e per tale ragione mantengo sempre il desiderio di scoprire il mondo con entusiasmo.

 

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

 

Sto preparando una personale che volevo fare anche come breve retrospettiva considerati i venti anni di professionismo. So esattamente dove sono tutti i miei quadri, tranne uno che non so esattamente dove sta. L’ho donato in beneficenza per il Bambin Gesù , ma purtroppo ho perso i contatti con la signora alla quale l’ho consegnato e con la quale mi ero premurata di tenerlo con cura considerato che si tratta di un quadro inserito all’interno di un catalogo Mondadori, ed era stato esposto a Miami che è una piazza veramente importante per la pittura.

 



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Fabia Tonazzi

Il Rapper Siciliano Picciotto contro il tumore dell’amianto fuori con “Ancora sotto casa mia”: Musica per la ricerca scientifica

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Il Rapper Siciliano Picciotto si dedica da anni al problema sociale legato all’amianto e alla sua “fibra killer” che ogni anno colpisce centinaia di persone facendole ammalare di mesotelioma.

Un tumore maligno considerato raro ma molto frequente in alcune aree geografiche, come quella di Casale Monferrato, Alessandria e Biancavilla.

Il Rapper Siciliano Picciotto racconta: “Nel 2016, con Sotto Casa Mia, ero riuscito a muovere un po’ le acque.

Ma a distanza di anni il problema si ripresenta

La bonifica del territorio ancora incompleta tutto resta fermo.

Il Rapper Siciliano Picciotto

Per questo motivo, l’artista convalida la sua dichiarazione proponendo “Ancora sotto casa mia”, brano che mira a dare un contributo alla ricerca scientifica attraverso una campagna di raccolta fondi dedicata alla cura del mesotelioma.

Organizzata dal Dottor Gregorio Bonsignore per sviluppare un progetto nell’ambito di un dottorato di ricerca in collaborazione tra il Dipartimento di Scienze e Innovazione Tecnologia (DISIT) dell’Università del Piemonte Orientale e l’Azienda Ospedaliera di Alessandria.

Il Rapper Siciliano Picciotto

La campagna di raccolta fondi presente su Gofundme è stata lanciata dalla Fondazione SolidAL Onlus che, insieme all’Azienda Ospedaliera di Alessandria, promuove l’attività di supporto alla ricerca che trova la propria sintesi in “Solidal per la Ricerca”.

“Solidal per la Ricerca”, infatti, sostiene lo sviluppo della conoscenza e dell’informazione consapevole del valore e del contributo per l’intero territorio.

Ancora sotto casa mia” del Rapper Siciliano Picciotto si presenta con una veste nuova: un remix a cura di Dj Crocetta e la collaborazione della cantante (e dottoressa) Stefania Crivellari, che, insieme al Dottor Bonsignore sopra menzionato, al Dottor Elia Ranzato, e alle Dottoresse Federica Grosso e Simona Martinotti, formano il gruppo di ricerca del progetto.
Da menzionare inoltre che, la Dottoressa Stefania Crivellari è stata semifinalista Nazionale nell’Area Sanremo 2018 con il brano “Piombo Fuso Nelle Vene”.
Il Rapper Siciliano Picciotto
Questo singolo, unico nel suo genere, è disponibile su tutti gli store digitali e farà parte del disco di prossima uscita di Picciotto, Don Picciotto, ed esce insieme a un video firmato dalla regia di Fabio Di Dio Buono.

Mentre la cura del suono, non ci sono dubbi, come il mixaggio e il mastering hanno come riferimento il produttore Calabrese Peppe Cirino.

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Fabia Tonazzi

Ramona e le sue ricette: Torta alla mostarda d’uva e pistacchio

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Ramy ci svela la ricetta per la torta alla mostarda d’uva e pistacchio!


Ingredienti :

  • 2uova
  • 8 cucchiai di zucchero
  • 8 cucchiai di farina 00
  • 8 cucchiai di olio extravergine d’oliva delicato
  • 8 cucchiai di latte
  • 8 cucchiai di mostarda d’uva
  • 1/2 bustina di lievito vanigliato istantaneo per dolci
  • Qb Granella di pistacchio


Preparazione :

In una ciotola mettere le uova e lo zucchero e lavorare con la frusta sino a che diventa chiaro e spumoso.
Aggiungere la farina e il lievito. Lavorare alcuni minuti con la frusta poi aggiungete il latte, l’olio e la mostarda d’uva. Mescolate tutto bene con la frusta sino ad ottenere un composto omogeneo, mettere poi il composto in una tortiera con carta forno e decorare in superficie con la Granella di pistacchio.
Infornare in forno pre-riscaldato a 160 gradi per 25 minuti.


Consigli di ramona👩‍🍳:

Fate la prova dello stuzzicadenti prima di toglierla dal forno, deve uscire completamente asciutto e pulito.

Questo è l’effetto finale, in base alla ricetta proposta da Ramona Allegri 😉 la nostra foodblogger di fiducia!

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Fabia Tonazzi

Rita Cerimele è al suo 8articolo nella rubrica “Passione e cambiamento”-Tempo sospeso

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Rita Cerimele ci parla oggi di….

“Tempo Sospeso”

La suggestione nello haiku è paragonabile allo sguardo oltre il vetro appannato della finestra. Le cime innevate catturano l’istante e il resto del mondo scompare. Si rimane da soli con la propria interiorità. Il senso della coscienza si espande. Si diventa parte del paesaggio.

Leggeri come  nebbia.

Lo haiku è un componimento formato da 17 sillabe (5/7/5) di origine giapponese. Anticamente era la parte iniziale di una poesia lunga. Si tratta di una forma poetica telegrafica che esprime un diretto contatto col mondo naturale. Esclude il soggetto e si sofferma su un solo irripetibile istante.

Rita Cerimele

Nel lettore lascia un’emozione, un sentimento rarefatto. Lascia anche una sospensione sottolineata dall’unico segno di interpunzione posizionato alla fine del primo verso.

Il 2021 è iniziato da 15 giorni e la sospensione del tempo rimane nell’aria, nelle attività quotidiane. Lo spirito di adattamento ha tuttavia consentito una parvenza di “normalità”.

Si sopravvive, nonostante tutto. E si vive, quando la narrazione del sentimento diventa il sentimento della narrazione in questo tempo sospeso relegato dietro i vetri appannati della finestra.

Vetri appannati –

Il mondo cancellato

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