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cinema&film

Cobra: l’ultimo lungometraggio del produttore Daniele Muscariello

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Cobra: Il lungometraggio è un omaggio al cinema di genere anni ’70, con un occhio a Tarantino e un altro a Jeeg Robot. Infatti si presenta come una crime comedy con qualche sfumatura di pulp, e tra gli attori  protagonisti ritroviamo Denise Capezza, Roberto Zibetti, Yoon C. Joyce, Gianluca Di Gennaro, Scott Harrison.   Ci sono inoltre gli spassosi e autoironici contributi di Elisa, Max Pezzali, Clementino e Tonino Carotone, coinvolti in efficaci cameo.



Il produttore della pellicola Daniele Muscariello riguardo a questo primo feed-back positivo ricevuto dal pubblico di Amazon Prime Video ha dichiarato di essere molto soddisfatto del risultato ottenuto dalle views. Il quarantenne romano proprietario ( se vuoi qui citiamo anche le case di produzione cinematografica, anche se hai prodotto il film singolarmente ) sostiene che il successo di un ‘opera cinematografica sia legata essenzialmente al produttore che ne diventa il più grande responsabile, assieme al regista.

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E poi continua ancora Muscariello: “il produttore purtroppo rimane una figura molto fraintesa nel mondo del cinema attualmente, ma la mia intenzione è quella di produrre film d’ autore che possano diventare pietre miliari universali e senza tempo che rimarranno per sempre nella storia.”

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amore

Intervista a Leo Ginefra. Regista e musicista

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linvisibile essenza dell'animaCari amici di Passioni Virtuali e reali, oggi voglio parlarvi di Leonardo Ginefra, un giovane regista, artista, e…

Scoprite leggendo questa intervista chi è Leo Ginefra 😉

 

  “TU” in tre pregi e tre difetti

Comincerei dai difetti

1) Non sopporto le mezze misure e la gente indecisa

2)Sono un po’ troppo schivo e solitario

3)Ho poca pazienza e vado sempre contro ogni regola imposta

Pregi

1)Ho il dono della sensitività e della percezione, riesco a sentire tutto, cose, persone senza nemmeno conoscerle, sentendo in maniera dettagliata ogni forma di emozione, gioia, mancanza, sogni e frustrazioni che le stesse provano.. Anche se non ho ancora ben capito se questo è un dono oppure una condanna..

2)Amo in maniera incondizionata natura e animali, infatti posseggo 4 gatti e due splendidi bullterrier e passo sei mesi l anno a contatto con il mare finché fa buio.

3)Porto sempre a termine tutti i progetti che comincio e sono innamorato perso dell’ amore, delle donne e dell’ arte

 

Il tuo rapporto con la politica

Non mi lascio prendere in giro da finti perbenisti in giacca e cravatta che tirano fuori dal cilindro sempre nuove formule per raggirarci, cerco di prendere la vita come viene, cercando di essere sempre meno schiavo possibile di uno stato che si arricchisce sulle spalle degli italiani spesso impossibilitati a reagire.

Il tuo rapporto con la religione

Sono credente per tradizione e per fede, ma lascio spazio alla scienza e mi faccio sempre e comunque un sacco di domande, lasciando la mente aperta a ogni possibile verità sia scientifica che religiosa.

 

Il tuo idolo nel campo della scrittura/cultura/spettacolo/moda/musica

Il mio idolo nel campo della scrittura è Susanna Casciani, la sento troppo vicina a me e alla mia filosofia di pensiero, ha questa incredibile capacità di scarnificre l’anima arrivando così dentro a tal punto riuscire ad aprire nuove prospettive e visioni prima oscurate da una non totale consapevolezza dell’io che si può riscoprire attraverso una lettura di un suo qualsiasi libro, come ad esempio “Sempre d’ amore si tratta” un libro magico quasi terapeutico per tutti i naufraghi d’ amore e per coloro che nei sentimenti ripongono tutta la loro vita.

Nel campo della cultura come non essere innamorati del personaggio “Vittorio Sgarbi” critico d’arte ai massimi vertici, nonché anticonformista,meravigliosamente trash e costantemente provocatorio.

Nel campo dello spettacolo avrei da citare vari personaggi, dal grande Eduardo De Filippo a Sofia Loren da Garco alla Gerini, da Michelle Pfeifer a Hopkins tutti attori famosissimi e parecchio border line rispetto al pop cinematografico alla quale siamo abituati.

 

L’opera più famosa che avresti voluto realizzare tu

Bellissima domanda!!!Ti rispondo in primis da musicista, dunque avrei voluto realizzare il “Carmina Burana”, il chiaro di luna di “Beethoven, tutta la discografia dei” Diary of Dreams”

“Monday” di Ludovico Einaudi, “Faun” di Olafur Arnalds, “Habanera”, tutte opere che nonostante gli anni, continuo ancora ad ascoltare e ad emozionarmi ogni volta come fosse la prima. Se parliamo di cinema ti direi subito “Spartacus” di Sam Raimi, c’è tutto in questa splendida serie, tutte le forme dell essere umano. Poi Breaking Bad, per La genialità del regista, oppure Vikings,dove vengono curate in maniera maniacale, ambientazioni e dettagli su abiti e studio della religione dei normanni, da cultore dell’ horror avrei voluto realizzare “Martyrs” che ha forse il finale più bello da me mai visto in nessun altro film.

La tua citazione famosa preferita

Senza dubbio “Scelsi l’ arte, vissi d’ amore”

Come nasce questa passione?

La Mia passione è viva sin da bambino, la musica per me è stata ed è una vera e propria malattia, ho cominciato sin da piccolo con una tastiera giocattolo, riproducendo a orecchio ogni canzone che sentivo e mi piaceva, sono autodidatta, successivamente mi sono affermato come chitarrista facendo Gothic, con voci liriche, ho girato l’Italia con questo genere fino a crescere e riaffacciarmi nuovamente al piano fino a comporre un’ ave Maria per arpa, soprano e violino, poi ancora ho composto per piano violino e violoncello, sentivo dunque la necessità anche di scrivere e dopo anni di pensieri, poesie e riflessioni, ho scritto due sceneggiature per due progetti importanti “i colori delle falene” cortometraggio diventato progetto scolastico che parla di violenza di genere e bullismo e un film che si chiama “L’invisibile essenza dell’ anima”, di entrambi oltre ad aver scritto la sceneggiatura mi sono occupato ovviamente delle musiche e anche della regia.

 

Cosa diresti a chi comincia un percorso come il tuo

Direi che se avete da dire, se avete quel fuoco dentro che vi brucia, quella necessità smisurata di emozionare, fare arte in tutte le sue forme, non esitate!!fatelo in qualunque modo, lasciate tracce ovunque del vostro operato, esprimtevi in qualunque momento e se non riuscite a trovare il giusto percorso per emergere, se siete davvero devoti all’ arte e non è solo euforia del momento, allora sarà la vita stessa a mettervi sulla strada giusta e a farvi raccogliere i frutti di tanto sudore e devozione.

 

 Contatti:

https://www.facebook.com/Leonardo-Ginefra-Film-Director-Screenwriter-Composer-

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The Pills: ecco il ritratto degli italiani

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the pills.jpg

Cari amici  di Passioni virtuali e reali , avete visto il film di qualche anno fa

“The Pills – Sempre meglio che lavorare”?

Si tratta di un film del 2016 scritto, diretto e interpretato dal trio romano The Pills, composto da Matteo Corradini, Luigi Di Capua e Luca Vecchi.

Nel cast ci sono anche Giancarlo Esposito e Francesca Reggiani.

Anche se siamo nel 2019, sono già passati 3 anni dalla sua uscita, credo tratti temi ancora molto attuali…

Di cosa parla questo film?Sopratutto voi siete d’accordo con lo scenario che è raccontato?

Luca, Matteo e Luigi sono amici sin dalla più tenera età, ognuno di loro ha simili e opposti caratteri, ma in qualche modo sono molto legati. Il film si apre con loro bambini in una festa e tutti i piccoli attori hanno una barba disegnata, quasi a dire che l’unica cosa che è cambiata da quando erano bambini è l’età. Qui ci vengono presentati i caratteri dei protagonisti, Luca è quello più maturo e il più incline ad accettare le responsabilità, ma comunque non si risparmia da fare uso di spinelli e tutti gli altri vizi, Luigi è il donnaiolo del gruppo e quello con il carattere più forte, mentre Matteo è l’anticonformista, colui che deve sempre dire la sua in ogni occasione. I tre si riuniscono ad un tavolo e con atteggiamento infantile parlano della vita e dei suoi problemi, e qui veniamo portati ai nostri giorni dove la situazione non è cambiata, sono sempre loro tre contro il mondo e soprattutto contro i doveri.

Luca propone di aprire un Bangla (un’attività gestita tipicamente da immigrati del Bangladesh), Luigi che più di tutti odia lavorare lo prende a schiaffi e gli dice che è impazzito a dire cose del genere. Mentre parlano Matteo riceve una chiamata da sua madre che lo avverte che suo padre sta avendo degli strani comportamenti e che lo vuole a cena da loro quella sera e quindi lascia i suoi amici. Il padre di Matteo sta avendo comportamenti strani, come fotografare la cena per mettere le foto su Instagram (cosa molto comune tra i più giovani), e questo gli fa pensare che stia attraversando una crisi di mezz’età. Intanto Luca, con la scusa di comprare un birra, entra in un alimentari gestito da immigrati del Bangladesh, e chiede di lavorare per loro, ma viene sbattuto fuori dal negozio. La sera dopo essere stati cacciati da una rivendita di kebab perché Luigi aveva chiesto di mangiare un’insalata, il gruppo con altri amici si ritrova a vagare per la città e un ragazzo chiede a Luigi se può dargli una sigaretta dandogli del lei, a quel punto Luigi si infuria e sta quasi per aggredire il ragazzo se non fosse per l’intervento degli amici che lo calmano.

Luigi dopo quell’avvenimento cade in una prematura crisi di mezz’età (non ha neanche 30 anni) e inizia ad avere un arretramento mentale che lo porta ad allestire il garage come se fosse un ritrovo, a comprarsi un motorino e a frequentare ragazzi più giovani di lui, attirando le preoccupazioni degli amici.

Una sera mentre Matteo e Luca vanno ad una festa Luigi prende parte ad un’occupazione di un liceo, ma si sente fuori posto, e quindi si immagina di parlare con un suo vecchio amico del liceo, che gli dice che deve accettare il fatto di stare invecchiando, e che comunque lui continuerà ad avere successo con le donne, che poi era la preoccupazione maggiore. Poco dopo la polizia penetra nel liceo e Luigi viene accusato di aver organizzato l’occupazione e viene arrestato. Intanto al party, Matteo viene colpito sempre più frequentemente da attacchi di ansia perché pensa che il solo fumare erba e spassarsela con delle ragazze non sia adatto ad uno della sua età e quindi scappa, Luca invece incontra Giulia, una ragazza che aveva prima visto rubare dell’argenteria, e dopo una piccola conversazione avvenuta sul tetto della villa beve un sorso del suo drink corretto con dell’ecstasy, i due passano una bella serata assieme, finché lei non gli propone di andare a lavorare, Luca come prima reazione si rifiuta ma poi si lascia convincere, e passano il resto della notte a lavorare e a fare sesso.

Il mattino dopo Luca viene svegliato da Luigi che gli chiede di andarlo a prendere insieme a Matteo, che intanto ha parlato con suo padre che sta partendo per Berlino, su come sia difficile la vita e “accollarsi” le responsabilità non sia uno scherzo. Tornati a casa tutto ritorna alla normalità se non fosse che Luca e Giulia adesso ogni sera lavorano part time, come se fosse una specie di droga. Luca mentre cammina per la strada viene seguito da alcuni tizi che lo legano e lo imbavagliano, il boss dei “Bangla” gli dice di stare lontano e di non immischiarsi nei loro affari, altrimenti morirà. Però Luca gli risponde dicendogli che vuole solo lavorare per loro. Luca inizia l’addestramento per mimetizzarsi fra i “Bangla” in modo da poter diventare egli stesso un “Bangla”. Luca rivela ai suoi amici di aver iniziato a lavorare e che ha intenzione di trasferirsi ma i suoi amici non sono d’accordo e cercano inutilmente di fermarlo, il che fa scattare in loro una voglia di responsabilizzarsi, Luigi inizia a cercare lavoro, mentre Matteo frequenta dei circoli per anziani. Ma durante il primo giorno di lavoro, Luigi incontra Giulia, ella lo avverte che Luca è andato a Milano e che ha bisogno di aiuto. Insieme a Matteo prendono il primo treno per Milano e si dirigono alla Bangla corp. e con uno stratagemma, più ironico che altro, riescono ad eludere la sicurezza ed arrivano all’ufficio di Luca che però sembra non riconoscerli, ma alla fine grazie a delle parole di Luigi e di Matteo, gli torna la memoria, e dopo un fittizio scontro a fuoco con l’ex capo di Luca, tornano a Roma, ma non riescono a dormire. Si ritrovano quindi tutti e tre in cucina, Luca beve il caffè, luigi fuma una sigaretta, e matteo inizia una conversazione, mentre la scena si colora in bianco e nero.

Fonte:
https://www.mymovies.it/film/2016/mezzogiornomenounquarto/
per approfondire:
https://movieplayer.it/news/valsecchi-the-pills-li-prenderei-a-schiaffi-sono-dei-bambini_40586/

Ho la sensazione che la satira che il film ha messo in scena sia inopportuna e piuttosto spinta, non mi ritrovo così in linea con quello che viene rappresentato, mi piacerebbe sapere cosa ne pensate…

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Leonardo Ginefra: I colori delle falene

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i colori delle falene

Cari amici di Passioni Virtuali e reali, oggi voglio porre l’attenzione su un cortometraggio molto significativo e autentico: “I colori delle falene”.

 

Di Cosa parla?

Il lavoro di Leonardo Ginefra affronta l’emergenza, della violenza di genere e del bullismo giovanile. Il messaggio dichiarato, mai troppo sopravvalutato, del film richiama la necessità dell’impegno congiunto da parte dell’istituzione e della famiglia oltre che del singolo cittadino affinché la violenza sia estirpata prima che metta radici nell’immaginario collettivo e di conseguenza nella società, attraverso le più opportune strategie educative e di profilassi sociale e culturale.

Tutti giorni non abbiamo mai la certezza che una donna non venga uccisa o che non sia più vittima di violenza.La violenza è ovunque, nei gesti, nella parole, nei comportamenti e anche nella volontà di lasciar solo qualcuno… Storie di cronaca nera ci allarmano, non importa l’età delle vittime, sta di fatto che la violenza dilaga e spesso potrebbe essere evitata, contenuta, dominata, educata.

Questo corto, educa alla riflessione, è un invito a rallentare dalla vita frenetica quotidiana!

E’ fondamentale, quasi vitale, è necessario saper educare alla non violenza, per prevenire la ripetizione seriale di comportamenti devianti e distruttivi che conducono inevitabilmente ad un abrutimento sociale e umano.

L’ultimo evento a cui il corto è stato proiettato è stato proprio in questi giorni di Marzo in merito all’evento “Una, nessuna e centomila”.

In occasione della festa della donna, l’associazione, Dinamiche culturali, ha rivalutato la festività riportandola al suo significato originario.
Una giornata in cui ha ricordato le conquiste sociali e politiche delle donne, un’occasione per rafforzare la lotta contro le discriminazioni e le violenze, un momento per riflettere sui passi ancora da compiere. La Giornata Internazionale della Donna, che cade ogni anno l’8 marzo, è tutto questo e anche di più. È un modo per ricordarsi da dove veniamo, noi donne, e dove stiamo andando.

Il colore della falena è tendenzialmente virato al grigio, metaforicamente parlando…

Vogliamo davvero cancellare le sfumature di colori che la vita ha, strutturando il nostro agire sulla violenza?

La solitudine, il bullismo, la violenza sulla donna in tutte le sue sfaccettature, guardando il teaser si coglie tutto questo, buona visione!

Se volete saperne di più:

https://www.facebook.com/I-colori-delle-Falene-499154657226973/

https://www.facebook.com/leo.ginefra

 

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