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La forma delle nuvole – Mattia Campitiello

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Mattia Campitiello è uno scrittore emergente, il suo primo libro pubblicato nel 2019 “La forma delle nuvole”  racconta la storia di Matt. Nonostante Matt esca da una relazione finita male e non sia proprio il suo momento migliore scoprirà, suo malgrado, che non tutte le forme che riesce a vedere sono frutto della sua immaginazione. 

Conosciamo meglio Mattia!

Ciao a tutti! Mi presento sono Mattia Campitiello al momento sono dipendente in una società di spedizioni. Sono appassionato, curioso e intraprendente ma anche orgoglioso, permaloso a volte e mi annoio facilmente. Fin da piccolo il mio idolo è stato J.R.R Tolkien penso che la saga e il mondo del Signore degli anelli abbiano influito molto su di me e sulla mia passione. Tra le mie citazioni preferite c’è: “Andremo tutti all’inferno tanto vale godersi il viaggio”. La mia passione per la scrittura è storica.La scrittura mi ha sempre appassionato, da piccolo scrivevo brevi storie e inventavo personaggi assurdi, solo recentemente ho trovato il coraggio di espormi e condividere con gli altri le mie idee. se incontrassi un’altro me, un’altra persone che come me sta per iniziare il suo percorso nel mondo della scrittura gli direi  di non arrendersi mai. E’ un percorso duro e difficile che però regala tante
soddisfazioni. Ci sono periodi in cui non è semplice scrivere ma l’spirazione arriva quando meno te lo aspetti. 

Recentemente è uscito l’ultimo libro “Il cavaliere senza morte” ma se volete contattarmi questi sono i miei riferimenti:

Mail: mattia.campitiello@gmail.com
Facebook: Mattia Campitiello Scrittore
Instagram: mattiacampit

la forma delle nuvole

Se vi ha incuriosito il nome del mio libro”La forma delle nuvole” ci sono diverse piattaforme dove potete trovarlo, dalle più tradizionali come Amazon o Googleplay alle applicazioni come Readom

Ringrazio Fabia Tonazzi per avermi dedicato uno spazio su passionivere.it e…  Vi suggerisco ReadOm perchè è come avere un’edicola virtuale sempre a portata di mano, libri e riviste tra cui il mio libro!

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Celeste Caramanna ci racconta chi è

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Celeste Caramanna è su Passionevera.it “Hilarious” è il suo ultimo singolo

 

Celeste Caramanna in tre pregi e tre difetti, hobbys e di cosa ti occupi.

Difetti: 1. Sono distratta dalle cose che non mi interessano, 2. Quando ho sonno non riesco ad evitarlo, semplicemente dormo…, 3. Non mi piace tanto parlare

Pregi: 1. Sono una persona serena e tranquilla, 2. Sono molto concentrata e attenta ai dettagli in quello che mi piace fare, 3. Sono una persona allegra e sorridente

Io non ho un vero e proprio hobby, la maggior parte del mio tempo é occupato dalla musica… però mi piace passeggiare e osservare, mi piace guardare le persone, posti diversi… mi rilassa… ma non é proprio un hobby.

Io mi occupo di musica, il mio tempo é musica… amo creare melodie, testi di un brano, crearlo dal nulla e poi dargli una forma… amo prepararmi per uno spettacolo, provare con la mia band, creare un determinato tipo di suono…

Celeste il tuo rapporto con il tuo lavoro, ti piace quello che fai? Per te è una passione vera o ti sei adattato al contesto in cui vivi?

Cantare per me non è solo una passione ma un’esigenza mia… per me non c’è lavoro più bello di questo… Io non riesco ad immaginarmi in un altro contesto diverso da questo, non potrei…

Quali ostacoli, se ci sono stati, hai sperimentato durante il percorso e come li hai superati? Cosa diresti a chi comincia un percorso come il tuo. Quanto è stata importante per te la passione che hai messo in quello che stavi realizzando.

Credo di aver avuto problemi normali, che vive chiunque scelga di fare questo percorso abbia avuto… ci sono tante persone che parlano, dicono, si oppongono, pretendono, tentano di farti sviare,… ma in realtà bisogna saper discernere tutte queste voci e andare avanti senza fermarsi… alla fine ciò che conta è la tua voce… non quella degli altri… penso che bisogna credere nelle proprie scelte e portarle avanti, poi confrontarsi con quello che ci circonda… più si va avanti, più bisogna fare delle scelte, e più diventa difficile…  ma cosa non lo é? Qualsiasi cosa si sceglie di fare, è difficile…

Senza passione non so come possa essere… Con passione già é molto complicato… la passione é il motore che muove tutto…

Non credo di essere nelle condizioni di consigliare le persone che vogliono seguire questa strada… e se avessi dovessi dare un consiglio o se altri dovessero dare un consiglio, non seguirlo… non credere in quello che non hai vissuto tu stesso… le esperienze sono uniche ed esclusive…

Celeste Caramanna il tuo rapporto con la vita, il tuo motto, le tue credenze.

Io credo prima di tutto nel motto “vivi e lascia vivere”, in primis parto da questo… mi piace la tranquillità, mi piace stare con le persone che amo, non mi piace la falsità, non mi piace la verità assoluta, capisco chiaramente che la vita é molto complessa, non si può banalizzare…. 

Credo in Dio… la mia vita è stata sempre guidata da lui, io credo in questo fermamente… è lui che mi accompagna sempre ed è lui la ragione per cui io sono felice…

Il tuo idolo, c’è qualcuno a cui ti ispiri per realizzare la tua vita?

Ho tanti riferimenti artistici, di vita, sociali, familiari, ecc… ma non ho idoli… l’idolatria per me é una cosa pericolosa, dove molte volte si può perdere la ragione, la consapevolezza e la sanità in funzione di adorare un personaggio…

Il libro, l’opera d’arte, o  la trasmissione televisiva/ radiofonica  (ecc…) più famosa che avresti voluto realizzare tu

Teatro 10 – dal 1964 al 1972. La trasmissione televisiva realizzata al Teatro delle Vittorie a Roma. Da lì sono passati grandi della musica italiana e internazionale: Mina, Elis Regina, James Brown, Domenico Modugno, Lucio Battisti, i Bee Gees, e tanti altri… ha avuto anche in un determinato periodo come conduttori Alberto Lupo e Mina insieme.

La tua citazione famosa preferita

Friedrich Nietzsche : “Senza musica la vita sarebbe un errore”

Il tuo ultimo “successo”lavorativo, affettivo, quanto è il frutto della tua spontaneità ed esperienza e quanto invece è il risultato  di fattori esterni

Riferendomi proprio adesso a questo contesto folle che stiamo vivendo durante quest’anno, il mio lavoro è stato fortemente impattato, la mia vita personale é stata anche fortemente impattata e il risultato del mio ultimo lavoro ha tanto di questo contesto e di questa interferenza esterna, però é stata l’esperienza vissuta dentro che ha prodotto la forza per trasformare tutto quello che stava succedendo in una espressione, il mio modo di esprimermi, in maniera cantata e musicata. Non saprei quantificare.

Prossimi eventi

Ci sarà lo showcase per il lancio di “Antropofagico III”, la pubblicazione di “antropofagico  III”  in tutte le piattaforme digitali, la promozione di questo lavoro in tutti i mezzi di comunicazione e diversi concerti che si confermeranno dentro questo contesto, secondo quello che verrà permesso o no.

Contatti

Celeste Caramanna, esce con un brano che racconta la sua voglia di leggerezza e spensieratezza, a seguito del periodo di grande tensione legato agli eventi ormai noti di questo 2020. Il singolo è il primo estratto da “Antropofagico III”, Ep prodotto artisticamente da Tony Brundo e Lele Gambera, terzo appartenente al trittico “Antropofagico”.

Il progetto musicale nel complesso si suddivide in tre Ep (costituti da 4 brani ciascuno tranne “Antropofagico III” fatto di 5). I tre tasselli presentano mondi sonori differenti: il primo (uscito a giugno 2019) ha una matrice brasiliana, il secondo (settembre 2019) ha influenze funk, soul e pop. Il terzo e ultimo, fuori dal 23 ottobre 2020, raccoglie tutte le influenze e gli stili che affascinano l’artista, rimescolati secondo la sua arte e la sua personalità. Il termine “Antropofagico” (Anthropos – Fagei) fa riferimento al desiderio di “divorare” ciò che viene da fuori per poi assimilarlo, processarlo e inglobarlo, per dare origine a quello che può diventare unico e proprio – «portare l’esterno dentro di noi» – conclude l’artista.Etichetta: Offline Artistic Production s.r.l.s.Radio date: 23 ottobre 2020

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“HAIKU” (Il Falò edizioni)RITA CERIMELE CI PRESENTA IL SUO ULTIMO CAPOLAVORO

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Eccoci qui cari lettori di passionevera.it Avete mai sentito parlare di Haiku? Oggi sul sito abbiamo l’intervista completa alla scrittrice Rita Cerimele che ci racconterà un pò chi è e come nasce il suo ultimo libro

Chi sei e di cosa ti occupi, come nasce l’amore per la scrittura e in particolar modo per l’Haiku

  • Mi definirei una donna eclettica, amante della natura, moglie e madre di due splendidi figli. Lavoro come consulente nell’azienda di mio marito che si occupa di progettazione di sistemi a microprocessore. La passione per la scrittura risale alla mia adolescenza. Iniziai a scrivere poesie a 12 anni fino ai 20 quando mi trasferii a Torino per lavorare. Fu mia figlia che trovò il volume rilegato coi fogli dattiloscritti a suggerirmi di continuare. Così dalla poesia sono passata a racconti brevi, favole, filastrocche, rubriche e articoli pubblicati su Internet. L’amore per lo haiku è esploso nel 2012. Da quel momento la curiosità verso tale forma poetica è cresciuta a dismisura. Ho coltivato questo interesse documentandomi sul Giappone attraverso i libri non essendoci ancora stata.    

L’haiku in due parole, in che modo ne sei rimasta affascinata

  • Lo haiku è una piccola poesia priva di titolo, di rima, di soggetto. È l’interfaccia del mondo naturale in 17 sillabe: 5/7/5. Scrivo haiku dal 2012 e ho ancora molto da imparare perché questa forma poetica è ciclica, in continuo divenire. Ecco, questo è il fascino che le 17 sillabe hanno su di me: senza una connessione profonda con la Natura non potrei scriverli.

Spesso tutti pensano di saper fare o realizzare l’haiku ma non sempre è cosi, che cosa è davvero l’haiku?

  • Vero. Non basta la divisione in sillabe per scrivere haiku. Bisogna rinunciare a un ego ingombrante, spogliarsi dei fronzoli, lasciare fuori dalla porta i metalli pesanti che legano alla vita. Se si riesce a fare ciò, a far parlare il Sé superiore, a dare voce anche alle piccole e insignificanti creature della terra, a mettersi da parte per far parlare loro si potrebbe pensare di essere uno haijin, uno scrittore  di haiku. Se non si fa questo non si scrive un haiku, si scrive una poesia breve.

Cosa diresti a chi si avvicina per la prima volta al mondo haiku?

  • Il mio maestro di pittura Sumi-e mi diceva che dovevo diventare il bambù per dipingere un bambù. Quindi tanto, tantissimo esercizio. Riempivo fogli e fogli fino a ottenere in un’unica pennellata la perfezione del fusto. Poi si passava ai nodi, ai rami, alle foglie… A chi si avvicina per la prima volta allo haiku? Direi di andare per gradi. Entrare in empatia con Madre Natura. Di documentarsi perché troverà un mondo meraviglioso. Un mondo che potrebbe anche cambiargli la vita.

Quale è l’autore che hai citato nel tuo ultimo libro a cui sei più affezionata e perché?

  • Matsuo Bashō, massimo poeta giapponese vissuto nel periodo Edo. Per lui, e se posso umilmente permettermi, per noi, cantare la natura per essere un tutt’uno con l’animo umano cogliendone un’esperienza diretta è dare «Parola alla luce nella quale s’intravede qualcosa prima che scompaia dalla mente». Nel libro ho inserito un duetto poetico proprio col grande maestro. Sarei curiosa di sapere cosa ne pensa…

Quanto influisce la passione nei tuoi libri? Il libro che avresti voluto scrivere tu e perché

  • La passione è il cuore pulsante della parola scritta. Quando inizio a scrivere sono nel mio spazio sacro. Ho smesso di usare il computer a casa perché a ora di cena marito e figli trovavano il tavolo pieno di fogli, libri, i due gatti osservavano ciotole vuote…  e io stavo litigando col personaggio che si rifiutava di fare quello che volevo. Quindi la passione è il motore che alimenta la mia voglia di scrivere. Il libro che avrei voluto scrivere? “Nel cuore di Yamato”di Aki Shimazaki. Nella pentalogia, la scrittrice dà vita a personaggi che rimangono nella memoria. Nelle sue pagine fa vivere i sentimenti profondi e contraddittori del Giappone. Usa una scrittura fotografica nell’essenziale evocazione di fiori e piante dal valore simbolico, del cielo e della natura, con un tributo all’amore inatteso e sorprendente nella sua totalizzante bellezza, si chiude nel cuore dello Yamato,  perché in uno dei racconti la forma del Giappone somiglia a due libellule che si accoppiano. Tutti elementi condivisibili con la poetica haiku.  

La tua musa ispiratrice

  • Madre Natura nella ciclicità delle stagioni, nella danza degli elementi, nella sua forza riparatrice a ogni azione distruttrice. Mi perdo e mi ritrovo nelle sua contemplazione: il soffio del vento, la carezza dell’acqua, il calore del fuoco, l’accoglienza della terra, l’elevazione dello spirito.

Contatti:

https://www.facebook.com/rita.cerimele

https://ilfaloeditore.com/

Se volete leggere altri articoli simili: https://www.passionevera.it/enrico-caruso-e-le-sue-provocazioni-minime-cosa-sono/

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Covid e Laura Pausini: come andrà a finire?

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Covid e Laura Pausini: Il talento al primo posto ma il covid spaventa sempre.

Laura Pausini non la ferma nessuno ma il covid in un certo senso la spaventa.

Ricordiamo il prestigio di questa cantante però…La prima donna a essersi esibita nello stadio di San Siro, la prima al Circo Massimo, forse una nomination all’Oscar per la Miglior Canzone originale con Io sì (seen), tema del film “The Life Ahead/La Vita Davanti A Sé”, che segna il ritorno davanti alla macchina da presa, dopo 10 anni, di Sophia Loren diretta dal figlio Edoardo Ponti, in sala il 3, 4 e 5 novembre e su Netfix dal 13 novembre.

Come sta vivendo questo periodo Laura Pausini?

“Non ci voglio neanche pensare che possa succedere. Perché se mi gaso e poi non vinco mi viene un crollone. Intanto festeggio la possibilità di nomination”, dice la cantante che ha voluto realizzare cinque versioni del brano che è stato proposto dai produttori all’Academy (oltre a quella in italiano scritta da Laura con Niccolò Agliardi – l’unica che si ascolterà nel film -, anche in inglese, francese, spagnolo e portoghese), racchiuse in un Ep, in uscita domani per Atlantic Warner.

Laura Pausini: No alla carriera da attrice

No, ad ogni velleità da attrice dice: “No, no, per carità. Io non so farla. Non sono capace di inventarmi di essere un’altra. Non è che se sei famoso, puoi fare tutto”. “Con il lockdown mi sono sentita persa – racconta, in collegamento zoom da Roma -. Invece di tirar fuori le mie inquietudini, mi sono chiesta se interessasse a qualcuno che io cantassi ancora”. MOLTO significative le sue parole, arrivare a chiedersi se le sue canzoni siano ancora gradite e richieste è sinonimo di grande umiltà e passione.

Ci dobbiamo aspettare un nuovo album?(che potrebbe arrivare a Natale 2021)

Ecco cosa ha raccontato la cantante:“continuavo a rimandare il momento in cui iniziare ad ascoltare le oltre 500 canzoni arrivate. Poi è arrivata la proposta di Diane Warren. E ho capito perché finora avevo detto no ad altri progetti cinematografici: aspettavo di emozionarmi così, di riconoscermi in un film che racconta di due persone, di incontri che possono cambiare la vita e possono salvarla. Ed è stato anche il momento giusto per collaborare con Dianne dopo anni che ci conoscevamo”.

Laura Pausini e la grande attrice Sophia Lauren

“È un’emozione vedere in scena Sophia (che interpreta una sopravvissuta all’Olocausto che si prende cura dei figli delle prostitute, ndr) e poter apprezzare la sua generosità nell’interpretare una storia intensa, italiana e con un significato socialmente così importante e purtroppo ancora molto attuale. La prima volta che ci siamo incontrate era il 2003 e c’è sempre stata empatia tra noi. E’ materna, protettiva e di lei colpisce sempre il suo essere icona in tutto quello che fa. E’ la rappresentazione della donna italiana nell’immaginario degli stranieri”.

Notizia scoop

Sophia Loren, rivela Laura Pausini, sarà anche nel videoclip del brano. E a proposito di donne, Laura parla della parità di genere senza però invocare le quote rose. “Deve avere chi merita, che sia donna o uomo. E’ vero che ci sono delle disparità, ma mi sembra che a volte si esagera un po’ su questa questione. Ciò che si deve combattere è invece la violenza. Ed è quello che volevamo gridare con il concerto ‘Una, nessuna, centomila’, che è stato rimandato a giugno prossimo. La violenza è inaccettabile e purtroppo il lockdown non ha aiutato a combatterla”.

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