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Quando usciamo vogliamo sentirci libere non coraggiose

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Ogni tanto camminando per la mia città leggo scritte sui muri come questa: “Quando esco voglio sentirmi libera, non coraggiosa”. Inutile dirvi che approvo in pieno questa verità. Ci sentiamo sempre sicure quando usciamo di casa? In qualsiasi ora del giorno e della notte?…Questo è un tema molto vasto che nasce da un male molto antico: la violenza. Spero con questo articolo di darvi degli spunti utili per riflettere ed essere attenti alle persone di cui ci si circonda e dello spessore culturale delle persone che vivono intono a noi. Non sottovalutate nessun punto tra questi elencati.

Per tutti coloro che ancora hanno qualche dubbio… La Violenza agisce su più livelli. Quello fisico fatto di:

  • lancio di oggetti
  • spintonamento
  • schiaffi
  • morsi, calci o pugni
  • colpire o cercare di colpire con un oggetto
  • percosse
  • soffocamento
  • minaccia con arma da fuoco o da taglio
  • uso di arma da fuoco o da taglio

A livello sessuale

La Violenza sessuale può dirsi tale quando comprende l’imposizione di pratiche sessuali indesiderate o di rapporti che facciano male fisicamente e che siano lesivi della dignità, ottenute con minacce di varia natura.
L’imposizione di un rapporto sessuale o di un’intimità non desiderata è un atto di umiliazione, di sopraffazione e di soggiogazione, che provoca nella vittima profonde ferite psichiche oltre che fisiche.

A livello psicologico

  • attacchi verbali come la derisione, la molestia verbale, l’insulto, la denigrazione, finalizzati a convincere la donna di “non valere nulla”, per meglio tenerla sotto controllo
  • isolare la donna, allontanarla dalle relazioni sociali di supporto o impedirle l’accesso alle risorse economiche e non, in modo da limitare la sua indipendenza
  • gelosia ed ossessività: controllo eccessivo, accuse ripetute di infedeltà e controllo delle sue frequentazioni
  • minacce verbali di abuso, aggressione o tortura nei confronti della donna e/o la sua famiglia, i figli, gli amici
  • minacce ripetute di abbandono, divorzio, inizio di un’altra relazione se la donna non soddisfa determinate richieste
  • danneggiamento o distruzione degli oggetti di proprietà della donna
  • violenza sugli animali cari alla donna e/o ai suoi figli/e

A livello economico

Il fenomeno sembra verificarsi con una certa facilità si pensa che sia normale e scontato che la gestione delle finanze familiari spetti all’uomo. Che cosa è la violenza economica quindi?

  • limitare o negare l’accesso alle finanze familiari
  • occultare la situazione patrimoniale e le disponibilità finanziarie della famiglia
  • vietare, ostacolare o boicottare il lavoro fuori casa della donna
  • non adempiere ai doveri di mantenimento stabiliti dalla legge
  • sfruttare la donna come forza lavoro nell’azienda familiare o in genere senza
  • dare in cambio nessun tipo di retribuzione
  • appropriarsi dei risparmi o dei guadagni del lavoro della donna e usarli a proprio vantaggio
  • attuare ogni forma di tutela giuridica ad esclusivo vantaggio personale e a danno della donna (per esempio l’intestazione di immobili).

Quanti di voi hanno subito stalking? Quante di voi si sono trovate di fronte persone che le hanno sottomesse? Avete mai sentito parlare della spirale della Violenza?

L’uomo o la donna violento/a raggiunge il suo scopo di sottomissione del partner facendola/o sentire incapace, debole, impotente, totalmente dipendente da lui. Questo meccanismo si chiama “Spirale della violenza”.Le fasi della spirale della violenza possono presentarsi in un crescendo e poi “mescolarsi”. Isolamento, intimidazioni, minacce, ricatto dei figli, aggressioni fisiche e sessuali si avvicendano spesso con una fase di relativa calma, di false riappacificazioni, con l’obiettivo di confondere la donna e indebolirla ulteriormente.

Come agire quando ci si trova di fronte a uno di questi casi ?

Rivolgersi ad un centro anti- violenza, alle Forze dell’Ordine, al Pronto Intervento, o a un Centro Anti Violenza.

L’articolo è stato scritto prendendo spunto dal link riportato qui sotto. Se volete approfondire: https://www.direcontrolaviolenza.it/cose-la-violenza-contro-le-donne/

Altri siti che affrontano l’argomento:

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Enrico Caruso e le sue “Provocazioni minime”

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“TU” in tre pregi e tre difetti, hobbys e di cosa ti occupi.

Pregi e difetti sono relativi: alcuni miei modi sono pregi per qualcuno e difetti per qualcun altro; dunque non ha senso che dica di me stesso.
la mia professione: scrivo di tutto quello che posso: dal romanzo, alla poesia, ai testi teatrali, questi ultimi per me e per altri
Tutto mi incuriosisce e tutto provo: suono più d’uno strumento (ho all’attivo anche concerti di musica popolare e di jazz); dipingo, scolpisco, lavoro il cuoio; fotografo, elaboro immagini, giro e monto video e animazioni 2D e 3D e tutti con tanto di storyboard; mi diverto con fisica –vera- e fantascienza; “smanetto” con il Pc; realizzo origami e kirigami; cucino; riparo i rubinetti di casa;…

Il tuo rapporto con il tuo lavoro, ti piace quello che fai? Per te è una passione vera o ti sei adattato al contesto in cui vivi?

Una passione, una necessità profonda, una dimensione inevitabile, una mania: scrivere, per me, è questo

 Quali ostacoli, se ci sono stati, hai sperimentato durante il percorso e come li hai superati? Cosa diresti a chi comincia un percorso come il tuo. Quanto è stata importante per te la passione che hai messo in quello che stavi realizzando.

Ostacoli tanti e ce ne sono ancora; ma quando si è quello che si fa, non si può fare a meno di continuare dritti per la propria strada; senza compromessi, ma certo mediando: qualunque cosa si faccia per se stessi, necessita sempre del riconoscimento degli “altri” per diventare reale anche per noi

Il tuo rapporto con la vita, il tuo motto, le tue credenze.

la vita è un fenomeno al di fuori del quale non esisterei: perciò non posso far altro che amarla –tutta: non solo la mia- e viverne ogni istante con profonda presenza; è un percorso misterioso, un gioco che va vissuto fino in fondo

Il tuo idolo, c’è qualcuno a cui ti ispiri per realizzare la tua vita?

A nessuno, perché non esistono idoli; invece mi ispiro ai miti, luci che riconosco, che sono i sentieri dell’umanità; e alle opere dei grandi poeti di ogni arte che ne ripercorrono strutture e sensi –tanti: da Catullo a Borges passando per Calvino; da Buonarroti e Caravaggio a Picasso; e davvero tanti in tutte le arti antiche, moderne e contemporanee-

 Enrico Caruso:Il libro, l’opera d’arte, o la trasmissione televisiva/ radiofonica (ecc…) più famosa che avresti voluto realizzare tu

Non so rispondere: invidio con amore ogni genialità, piccola o immensa, allo stesso modo; e anche qualche mia opera continua a stupirmi, come non ne fossi l’autore.

 La tua citazione famosa preferita

“Tutto ciò che so è di non sapere”

Il tuo ultimo “successo” lavorativo, affettivo, quanto è il frutto della tua spontaneità ed esperienza e quanto invece è il risultato di fattori esterni

Due, che son contemporanei e non mi riesce di separarli, né affettivamente, né professionalmente:
un monologo teatrale che è una “tragironia poetica sulla vita vera” scritto –musica compresa- e interpretato da me e intitolato “perché restare?”
un libro di poesie molto singolare perché “palpabile e interattivo”, che provoca il lettore a comporre rime sue e a “portare sempre in tasca la poesia” e intitolato “Provocazioni minime” Si tratta di un’opera di scrittura potenziale e combinatoria, che mi è valsa la nomina a membro dell’associazione internazionale Collage de ‘Pataphisyque

 Enrico Caruso:Prossimi eventi

Nuova pubblicazione di “Provocazioni minime” e, quando sarà nuovamente possibile, repliche di “Perché restare”; sono intanto impegnato a scrivere altri 2 testi teatrali, ma con titoli provvisori; e due libri: Tapùm –romanzo- e Il Codice di Idaha (tit. provv.) –combinatoria- che dovrebbero essere editi entro l’anno ( la pubblicazione delle mie opere è curata dalla dott.essa Alessandra Savino di Asteria Space)

Enrico Caruso: Contatti

mail: enricaruso.ec@gmail.com

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Nicola Pepe stupisce ancora

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Nicola Pepe e la cucina

Negli anni in cui la cucina è sotto gli occhi del ciclone ed è spesso fautrice di creatività, innovazione e ricerca, e da parte degli addetti ai lavori ormai si avverte sempre più la necessità di ritornare alla semplicità e alla sostenibilità.

Nicola Pepe e le sue idee

Ne è di questa idea ( o forse più che un idea si tratta di un’esigenza ) lo chef Nicola Pepe. Secondo il vincitore di Hell’s Kitchen Italia infatti nei ristoranti c’è un’ormai diffusa tendenza che mira più che altro a sorprendere la propria clientela con piatti eccessivamente elaborati e guarniti, e non c’è più la possibilità invece di assecondare l’esigenza di chi il piatto lo cucina.  Un vero ritorno a quell’idea di cucina povera che tanto si è sviluppata in Italia nel dopoguerra e che fa riferimento all’impiego di ingredienti primari della nostra cucina, ricette semplici ma ricche di gusto e di sapori unici.

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Maria Bove bellezza mozzafiato

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Chi è Maria Bove? Perchè ne parliamo?

Partita da un piccolo paesino, Vallata, delle provincia di Avellino, Maria Bove, ha conquistato lo show-biz che l’ha consacrata ufficialmente con un respiro internazionale.

Quali sono le caratteristiche di Maria Bove? 

Bella, raffinata, ma è soprattutto la semplicità che caratterizza l’immagine di Maria Bove.
Aspetti che tutti in lei apprezzano senza discuterne l’oggettività.

 Mari J, così viene chiamata artisticamente, ha da una parte in cantiere un progetto musicale e dall’altro lato un progetto segreto. Non tutti sono abituati a riconoscere che ha un grande talento nel campo della recitazione! Maria non nasconde la sua ispirazione per il cinema italiano, con uno sguardo preciso sulle grandi attrici  come Sophia Loren, Monica Vitti, Anna Magnani.

Dopo il servizio fotografico, dove ha sfoggiato tutta la sua femminilità ricordando Monica Bellucci, questa volta è la copertina di un giornale ad esaltarla.

Anche in queste foto la Bove non risparmia le sue energie per farsi immortalare in scatti splendidi.

Scatti che la restituiscono senza tempo al suo pubblico. Eccola in posa per il servizio fotografico in questione che si rifà a La Dolce vita, il mitico capolavoro cinematografico  di Federico Fellini che non solo è stata una pellicola d’autore, ma ha rappresentato un’epoca di rivoluzione per l’immagine della bellezza per l’immaginario collettivo.

Maria Bove ne è diventata un’interprete contemporanea, una vera Diva 2.0 che fa della sua disarmante bellezza anche una chiave per continuare a rappresentare l’Italia all’estero come il caso della copertina che la rivista internazionale Lush le ha dedicato.

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