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Fabia Tonazzi

Giusy Scattarelli autrice di TI CHIAMERO’ ACQUAMARINA, edizioni Florestano si racconta su passionevera

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Giusy Scattarelli ha scelto un nome per il suo libro che mi ha personalmente incuriosito, non potevo non intervistarla e chiederle di parlare di se stessa e della sua passione vera! Vediamo cosa ci ha risposto 😉 Buona lettura!

“TU” in tre pregi e tre difetti, hobbies e di cosa ti occupi.

I miei difetti sono sicuramente l’essere schiva, irritabile, distratta e confusionaria. La ritrosia, nella misura in cui mi ha frenato, innumerevoli volte, dal realizzare le mie aspirazioni; l’irritabilità, perché mi ha impedito di mediare molte situazioni e l’essere distratta e confusionaria, perché molto spesso questo difetto ha disperso le mie energie.

I miei tre pregi? Sono certamente l’allegria, l’ottimismo, la voglia di risolvere subito i problemi. L’allegria, perché vince la mia ritrosia e trascina chi mi sta accanto; l’ottimismo, perché mi fa vedere in rosa la vita; la voglia risolutiva di saltare subito gli ostacoli, perché mi facilita nei tentativi di trovare una soluzione. Ho studiato giurisprudenza e lavorato per qualche tempo in una società finanaziaria, ma attualmente mi dedico alla mia famiglia, riuscendo a trovare il tempo per coltivare le mie passioni e i miei hobbies. Ho tantissime passioni, proverò a ricordare le principali.

Partiamo dalla passione più grande, l’amore per la musica: mi piace ascoltarla sia registrata che dal vivo, talvolta mi piace suonarla. Per l’arte ho un’attrazione fatale, riesco a turbarmi e commuovermi davanti alle mie opere d’arte preferite: penso che alla fine mi prenderò una laurea in Storia dell’Arte, è uno dei miei sogni da realizzare.

Mi piace sognare a cinema e a teatro; amo la natura, sia marina che montana, le escursioni e le passeggiate. Mi piace bazzicare per i mercatini dell’antiquariato, perché mi affascinano gli oggetti antichi.

Eccetera…Passiamo ai miei hobbies: amo disegnare con matite, pennarelli, crete grasse e acquerelli, lavorare a maglia, assemblare orecchini, collane e bracciali con piccoli minerali e lacci di cuoio, e creare presepi in cartapesta (mi piace realizzare masserie pugliesi), modellare piccoli oggetti d’argilla…adoro il giardinaggio e circondarmi di fiori e piante.

Lavoro in casa, mi dedico alla mia famiglia; da sempre ho amato leggere libri e poesie e scrivere poesie fin dalla tenera età, poi lettere e racconti. Solo in tempi più recenti ho cominciato ad occuparmi più seriamente di narrativa.

Il tuo rapporto con il tuo lavoro, Giusy ti piace quello che fai? Per te è una passione vera o ti sei adattato al contesto in cui vivi?

(Se si parla del lavoro casalingo, me lo sono scelto e lo faccio con piacere, ma è chiaro che non esaurisce le mie possibilità. Non mi dispiace infatti fare ciò che esula dalla ripetitività e completa la mia personalità). Il lavoro da scrittrice è neonato e mi sorprende: certamente mi piace.

Nasce dalla scoperta relativamente recente del mio “bernoccolo letterario”, cui non ho saputo dare subito credito: ho scritto da sempre, sin da quando ero ragazzina.

Scrivevo poesie, lettere, “sfoghi” letterari, ho esercitato a lungo questa passione in modo dispersivo, senza individuarne le reali possibilità di realizzazione: non ho mai scritto una storia compiuta fino ad una quindicina d’anni fa, quando ho avuto la prima ispirazione per un racconto, cui sono seguiti altri, ma non ho fatto uscire nulla dal mio cassetto.

Ho ritentato più tardi, perché evidentemente i tempi dovevano maturare: nel periodo del lock down ho composto questo libro. Il contesto in cui vivo mi lascia libera di esprimermi e di organizzarmi come meglio credo; dopo aver provato le mie varie passioni, a turno, quella della scrittura mi appassiona e mi emoziona costantemente, è una passione autentica, forse quella in cui riesco meglio perché risponde ad una delle mie aspirazioni più profonde.

Giusy, quali ostacoli, se ci sono stati, hai sperimentato durante il percorso e come li hai superati? Giusy, cosa diresti a chi comincia un percorso come il tuo. Quanto è stata importante per te la passione che hai messo in quello che stavi realizzando.

Lungo il mio percorso ho trovato degli ostacoli rappresentati dalle indecisioni e insicurezze dovute principalmente alla mia inesperienza ed alla scarsa fiducia in me stessa: non ho mai saputo cercare né procurarmi le occasioni e la motivazione giusta per tentare le carte che volevo giocare.

Questo mi ha fatto perdere tanto tempo e persino il mordente per continuare a credere in quello che mi piaceva da sempre fare: scrivere.

Poi finalmente le cose sono cambiate…è arrivata l’ispirazione, netta, potente, irresistibile come il canto delle sirene.

Cosa dire a chi inizia un percorso come il mio? Consiglierei umilmente, considerando che sono una neofita in questo settore, di credere immediatamente in se stesso e andare avanti, senza perdere mai l’entusiasmo, perché se un sogno è valido e perseguito con passione prima o poi trova la sua realizzazione, viene compreso nel suo valore.

È quello che è successo a me: finchè non ho creduto a sufficienza in ciò che facevo e volevo fare, non ho avuto abbastanza passione e grinta: poi invece è arrivato il momento giusto, quando ho scritto questo libro la passione era tale da fondermi in un’unione simbiotica con ciò che stavo scrivendo, convincermi magicamente a crederci totalmente.

Giusy Scattarelli, il tuo rapporto con la vita, il tuo motto, le tue credenze.

Il mio rapporto con la vita è di profondo rispetto e amore per essa, è tutto ciò che veramente abbiamo e che conta: è bellissima e irripetibile. Pure con le sue terribili batoste ed incognite, vale la pena d’essere vissuta fino in fondo con immenso rispetto, possibilmente senza sprecare tempo inutilmente pensando di averne sempre tanto davanti. Ho parecchi motti, con i quali incito me stessa e le persone che sono intorno a me: “Ogni lasciata è persa”, “Deve passare la nottata”, “Finché c’è vita c’è speranza”…e specialmente quest’ultima fa al caso mio…

Cito questi motti per ricordare soprattutto a me stessa che non bisogna mai rinunciare alle occasioni che la vita ci offre, pensando di avere in seguito la stessa possibilità di coglierle al volo, perché questa occasione può non ripresentarsi più; inoltre, per non lasciarsi abbattere da tutte le difficoltà che sembrano durare per un tempo infinito e infine, per non attaccare mai al chiodo le proprie aspirazioni ed i propri sogni.

Giusy, il tuo idolo, c’è qualcuno a cui ti ispiri per realizzare la tua vita?

Generalmente non ho un idolo a cui ispirarmi, ma tante persone che ammiro e di cui mi piacerebbe seguire le orme. Se posso citare un personaggio che mi ha sempre affascinato per la sua lucidità e per il fatto di aver vissuto una seconda vita lavorativa è l’ineguagliabile Andrea Camilleri.

Giusy il libro, l’opera d’arte, o la trasmissione televisiva/ radiofonica (ecc…) più famosa che avresti voluto realizzare tu

Ci sono moltissimi libri che ho amato, nel passato e nel presente, che avrei voluto scrivere. “Viaggio al centro della Terra”, “L’isola misteriosa”, “Ventimila leghe sotto il mare”, “Caos calmo”, “Fahreheit 451”…..Tanto per citare qualcuno dei miei preferiti, ma ne ho letti tanti…

Lo stesso vale per le opere d’arte che avrei voluto realizzare, sono certo più d’una: buona parte delle tele rinascimentali, da Piero della Francesca (Pala di Brera, La Flagellazione), ad Andrea Mantegna (La Camera degli Sposi), a Leonardo, a Botticelli, ecc. per arrivare più tardi al meraviglioso Caravaggio, e più recentemente a Paul Gauguin, Van Gogh ecc.

La trasmissione, sottovalutata e poco famosa in verità, che avrei voluto realizzare è “Italia da stimare”, del 2015, ideata e condotta da Massimiliano Pani e Marco Cerbella: una chicca! Un viaggio nei mercatini dell’antiquariato, altra mia grande passione…altrimenti la ben più famosa “Tale e quale show”, che mi distende e diverte moltissimo! Insomma una trasmissione musicale…ma non disdegnerei una trasmissione divulgativa, che si occupi di arte o di scienza, come “Ulisse” o “Sapiens”, o specializzata, come le belle trasmissioni di Rai5.

La tua citazione famosa preferita

Faber est suae quisque fortunae (Ciascuno è artefice della propria fortuna), attribuita a Sallustio.

Il tuo ultimo “successo” lavorativo, affettivo, quanto è il frutto della tua spontaneità ed esperienza e quanto invece è il risultato di fattori esterni

Il mio ultimo “successo” è in realtà il primo, anzi spero che sia veramente tale: questo dipende dai lettori. In ogni caso sarà stato comunque bello giocare.

Se devo parlare di un successo di questo lavoro, è sicuramente affettivo, perché l’ho dedicato alle persone che amo, è sicuramente frutto della mia spontaneità e della mia esperienza di vita, che mi permette di essere più saggia ora e di poter capire cosa avrei dovuto fare, senza però rimpiangere, pensando invece a cosa posso ancora fare.

Se dobbiamo valutare l’incidenza di fattori esterni su questo lavoro che sto presentando al pubblico, certamente un influsso esterno c’è stato ed è quello dell’isolamento dovuto al lock down. Scrivere questo libro è stato il gesto più scaramantico che avessi potuto fare in quel momento, quando c’era l’angoscia e contemporaneamente la speranza di poter tornare ad una vita normale, anzi addirittura migliore di quella di prima. Si credeva fermamente che questo terribile momento avrebbe insegnato a molti le vere priorità, e avrebbe cancellato le sovrapposizioni e gli orpelli inutili.

Così non è stato, almeno non immediatamente, infatti ci ritroviamo nella stessa situazione: ma sicuramente a lungo andare ci insegnerà qualcosa. A me resta solamente da dire che nella disperazione e nella fobia che ci ha attanagliato sono riuscita a trovare nella magia della scrittura la forza non solo per uscire da quel quotidiano allucinante o noioso, ma addirittura quella determinazione per uscire fuori da mio guscio che m’impediva d’avere fiducia in me stessa, e lanciarmi.

Contatti: giusy scattarelli facebook

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Fabia Tonazzi

Orazio Saracino presenta il suo nuovo “Vivere Piano”

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Orazio Saracino classe 1985, è un pianista e compositore pugliese che ha recentemente pubblicato il suo ultimo album “Vivere Piano”.

Si tratta di un concept album che nasce con l’intenzione di trasmettere un messaggio positivo al suo pubblico.

Orazio Saracino ha intitolato il suo album “Vivere Piano” seguendo quella che è la sua natura. In che senso? A cosa si riferisce? Orazio si racconta al telefono durante l’intervista come una persona che ama la lentezza, che detesta la freneticità delle città in cui ha vissuto come Roma e Milano… L’album è il frutto di un percorso artistico ed interiore al tempo stesso. La visione della lentezza inteso come valore capace di trasformare, trasmutare la freneticità in equilibrio. Viviamo in un mondo, quello attuale bloccato dalla pandemia, soggetto a frenesia.

Orazio, dopo questa presentazione breve del tuo album, come nasce il brano “11marzo 2020”?

Entrare nell’ottica del lockdown è stato drastico. Per me ha rappresentato davvero una chiusura totale. Questa data l’ho scelta in riferimento al discorso di Conte e del suo DPCM. Nonostante i mesi traumatici, ho voluto vedere del buono… In ottica positiva, abbiamo senz’altro vissuto la reclusione in casa ma allo stesso tempo ho avuto la possibilità di fermarmi e chiedermi dove stessi andando.

Ho meditato sul mio passato e sul futuro, ho fatto un bilancio…

Siamo così abituati a correre da perdere di vista il dettaglio. In questi mesi ho ripreso a dedicarmi a quelle idee musicali che avevo sospeso…I miei sogni nel cassetto sono rinati!

Su Passione Vera Orazio Saracino si racconta e con lui ci parla della sua vita.

Salve a tutti, sono Orazio Saracino e parlando di me e della mia vita posso dirvi che sono una persona piena di pregi e di difetti ma se mi dovessi raccontare a chi non mi conosce direi che tra i miei pregi ho: pacatezza, saper ascoltare, creatività. Difetti: pigrizia, disordine, non lasciarsi andare.

Il mio primo lavoro è quello di ingegnere ambientale, ed è la professione che mi da da vivere. Quella di musicista è la professione che alimenta la mia anima. Almeno per ora.

Nella vita sono anche un musicista, ho cominciato a studiare musica dall’età di 5 anni, ma la passione vera è scattata poco prima dei 18, ai tempi delle prime band liceali e in concomitanza con gli ultimi anni di studio in Conservatorio. Non saprei dire come sia scattata, è successo e basta, e ne sono felicissimo.

Se dovessi parlarti delle persone che stimo in campo artistico o dello spettacolo ti direi Gigi Proietti, mentre se dovessi scegliere un’opera in particolare che è stata realizzata e che avrei voluto creare io ti direi…Le colonne sonore di John Williams!

Tra le mie citazioni preferite c’è sicuramente: “Non è mai troppo tardi per diventare ciò che avresti potuto essere” e chissà che proprio in merito a ciò che vorrei…Non si possa sbloccare questa situazione di fermo nei prossimi mesi e presentare l’album…

Bene Orazio, ora sappiamo meglio chi sei…I tuoi contatti per seguire quello che fai e i tuoi lavori artistici?

Innanzitutto vi ringrazio per lo spazio che mi avete dedicato sul sito e …Certo, ecco i miei riferimenti…Mi potete trovare qui: oraziosaracinomusic (pagine FB e Instagram) – o.saracino@libero.it

E ricordate sempre…E’ un grande privilegio potersi occupare di musica… Non smettete mai di sognare…

Siamo assolutamente d’accordo con te, Orazio! Questo è lo spirito giusto per realizzare con passione vera i propri sogni!

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Fabia Tonazzi

Ramona: Focaccia cotta su pietra con origano e patate fritte

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Ramona


Ramona e gli Ingredienti per realizzare una focaccia gustosa 👩‍🍳

  • 500 gr farina
  • 300 ml acqua
  • 2 cucchiaini di zucchero
  • 1 bustina di lievito di birra in polvere
  • 2 cucchiaini di sale
  • 100 gr di patatine da friggere
  • Qb sale, origano @terra_piccante e olio extravergine d’oliva fruttato intenso per condire

👩‍🍳Procedimento

In una ciotola aggiungete la farina e il lievito, amalgamare poi aggiungete acqua, zucchero e olio extravergine e continuate ad impastare facendo le pieghe dall’alto verso il basso (questo aiuterà la formazione degli alveoli) poi aggiungete come ultima cosa il sale e impastate a mano 10 minuti facendo le pieghe.
Mettete di nuovo la palla di impasto nella ciotola coperta con pellicola trasparente. Lasciate lievitare almeno 6 ore.
Dopo la Lievitazione prendete l’impasto e formate le varie palline, prendetene una schiacciatela lasciando circa 1 cm di spessore, mettetela in una padella antiaderente e premete con i polpastrelli per lasciare i segni. Coprite col coperchio e Fare cuocere a fiamma medio alt

Fare cuocere a fiamma medio alta sino a che il fondo della focaccia si muove. Poi spennellatela di olio extravergine d’oliva fruttato intenso, cospargete di origano, sale e trasferitela nel forno sulla pietra ollare a 250 gradi con grill veloce per 5 minuti, o sino a doratura della superficie.

Quando è cotta lasciatela al caldo, iniziate a preparare le patatine mettendo a riscaldare l’olio di semi di girasole. Quando raggiunge la temperatura, friggere le patatine e poi metterle sulla focaccia e servire.

Ramona

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Fabia Tonazzi

Il Rapper Siciliano Picciotto contro il tumore dell’amianto fuori con “Ancora sotto casa mia”: Musica per la ricerca scientifica

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Il Rapper Siciliano Picciotto si dedica da anni al problema sociale legato all’amianto e alla sua “fibra killer” che ogni anno colpisce centinaia di persone facendole ammalare di mesotelioma.

Un tumore maligno considerato raro ma molto frequente in alcune aree geografiche, come quella di Casale Monferrato, Alessandria e Biancavilla.

Il Rapper Siciliano Picciotto racconta: “Nel 2016, con Sotto Casa Mia, ero riuscito a muovere un po’ le acque.

Ma a distanza di anni il problema si ripresenta

La bonifica del territorio ancora incompleta tutto resta fermo.

Il Rapper Siciliano Picciotto

Per questo motivo, l’artista convalida la sua dichiarazione proponendo “Ancora sotto casa mia”, brano che mira a dare un contributo alla ricerca scientifica attraverso una campagna di raccolta fondi dedicata alla cura del mesotelioma.

Organizzata dal Dottor Gregorio Bonsignore per sviluppare un progetto nell’ambito di un dottorato di ricerca in collaborazione tra il Dipartimento di Scienze e Innovazione Tecnologia (DISIT) dell’Università del Piemonte Orientale e l’Azienda Ospedaliera di Alessandria.

Il Rapper Siciliano Picciotto

La campagna di raccolta fondi presente su Gofundme è stata lanciata dalla Fondazione SolidAL Onlus che, insieme all’Azienda Ospedaliera di Alessandria, promuove l’attività di supporto alla ricerca che trova la propria sintesi in “Solidal per la Ricerca”.

“Solidal per la Ricerca”, infatti, sostiene lo sviluppo della conoscenza e dell’informazione consapevole del valore e del contributo per l’intero territorio.

Ancora sotto casa mia” del Rapper Siciliano Picciotto si presenta con una veste nuova: un remix a cura di Dj Crocetta e la collaborazione della cantante (e dottoressa) Stefania Crivellari, che, insieme al Dottor Bonsignore sopra menzionato, al Dottor Elia Ranzato, e alle Dottoresse Federica Grosso e Simona Martinotti, formano il gruppo di ricerca del progetto.
Da menzionare inoltre che, la Dottoressa Stefania Crivellari è stata semifinalista Nazionale nell’Area Sanremo 2018 con il brano “Piombo Fuso Nelle Vene”.
Il Rapper Siciliano Picciotto
Questo singolo, unico nel suo genere, è disponibile su tutti gli store digitali e farà parte del disco di prossima uscita di Picciotto, Don Picciotto, ed esce insieme a un video firmato dalla regia di Fabio Di Dio Buono.

Mentre la cura del suono, non ci sono dubbi, come il mixaggio e il mastering hanno come riferimento il produttore Calabrese Peppe Cirino.

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